Covid: Rini (Fi), inconsistenza valdostana a Roma

'Lavevaz chieda risposte a suoi compagni di Giunta'

(ANSA) - AOSTA, 27 NOV - "La verosimile permanenza della Valle d'Aosta in zona rossa nasconde in realtà la ben più grave inconsistenza valdostana a Roma, riassunta d'altra parte dall'eloquente atteggiamento del presidente Lavevaz, che ha trascorso l'intera giornata odierna - per sua stessa ammissione - 'aspettando notizie da Roma'". Lo afferma Emily Rini, coordinatrice regionale di Forza Italia.
    "Un atteggiamento diametralmente opposto - prosegue - a quello promosso dai governatori delle Regioni a noi limitrofe, l'amico Alberto Cirio per il Piemonte e Attilio Fontana per la Lombardia, già da giorni impegnati a dettare loro l'agenda al Governo. E alla fine hanno avuto ragione, visto che i loro rispettivi territori - pur avendo un indice Rt superiore al nostro, come nel caso della Lombardia - sono riusciti a retrocedere in zona arancione".
    Secondo Rini "Lavevaz, dopo avere subito passivamente gli eventi, a fine giornata ha chiesto dunque a Roma perché "rimarremo zona rossa". Lo stesso Lavevaz che, appena qualche ora prima, aveva affermato di essere più preoccupato dei contenuti del prossimo Dpcm che non della permanenza della Valle d'Aosta in zona rossa, poiché 'alla fine non cambia molto essere in zona rossa o arancione'".
    "Al di là del fatto che lo si vada a spiegare alle numerose attività economiche ora chiuse che non cambia molto tra zona rossa e zona arancione (e poi se non cambia nulla, perché prendersela tanto?), - prosegue l'esponente di Forza Italia - quello che più sorprende è che si pretenda serietà sempre dagli altri, dopo l'incredibile girandola di dichiarazioni contraddittorie rilasciate nel giro di appena qualche ora".
    E aggiunge Rini: "La stessa serietà che ha spinto ieri qualcuno a portare sul tavolo della Conferenza Stato-Regioni l'idea di sottoporre a tampone tutti gli sciatori e tutti i turisti in entrata in Valle. Idea, manco a dirlo, cestinata per direttissima perché ritenuta quantomeno bizzarra...". "Perché - conclude - non iniziare a chiedere queste tanto attese "risposte chiare" ai suoi compagni di giunta che sono espressione proprio della maggioranza di governo che voi stessi appoggiate a Roma?".
    (ANSA).
   

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