Covid: ConfCommercio, bar e ristoranti non sono untori

Dominidiato, nostro settore vale 7.500 posti di lavoro

"Devono smetterla di considerare bar, ristoranti e esercizi pubblici untori e luoghi di diffusione contagi". Lo dichiara Graziano Dominidiato, Presidente di Fipe-Confcommercio VdA, in merito alle nuove misure per limitare l'ulteriore diffusione della pandemia da Covid-19.
    "Noi - spiega Dominidiato - dobbiamo gestire aziende e fare i vigilantes. Il problema vero è che la politica non considera le nostre attività generano occupazione, ricchezza e reddito; mentre per la politica sono solo luoghi di divertimento. Abbiamo già perso aziende che non hanno riaperto e lavoratori che sono rimasti senza lavoro. Il nostro comparto vale, in termini occupazionali, una dozzina di Casinò di Saint Vincent e una mezza dozzina di Cogne Acciai Speciali. Bar, ristoranti ed esercizi pubblici devono essere considerati come un'unica azienda diffusa che occupa circa 7.500 addetti; ma se chiudono 30 esercizi commerciali e si perdono un centinaio di posti di lavoro nessuno muove un dito".
    "Per sostenere i consumi - aggiunge Adriano Valieri, Direttore generale di Fipe-Confcommercio VdA - aspettative e fiducia sono ingredienti fondamentali. Alimentare la preoccupazione e inasprire oltre una certa ragionevole soglia le misure restrittive significa peggiore il quadro economico. Convivere seriamente e non a slogan con il virus vuol dire coniugare insieme sicurezza sanitaria, lavoro e libertà di impresa. La stragrande maggioranza degli imprenditori ha investito in questi mesi migliaia di euro per garantire al massimo la sicurezza dei clienti. Negozi e locali sono luoghi sicuri, continuare a stringere la morsa sulle imprese è non solo ingiusto, ma anche controproducente". 
   

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