'Ndrangheta: Raso, in massoneria grazie a Prettico

"Mi aspettavo gente sana, ma spillavano soldi"

"Ero amico di Nicola Prettico, l'ho conosciuto perché lui facendo parte della massoneria poteva presentarmi a qualcuno e farmi entrare. La massoneria mi affascinava ma poi ho capito che era una cazzata". Lo ha detto in aula il ristoratore Antonio Raso, imputato per associazione a delinquere di stampo mafioso nel processo Geenna su una presunta locale di 'ndrangheta ad Aosta. Prettico, ha aggiunto Raso al pm di Torino Valerio Longi, "me lo aveva presentato Marco Fabrizio Di Donato", condannato a nove anni nel filone torinese del processo Geenna lo scorso 17 luglio. L'esperienza di Raso nella massoneria "non ebbe seguito" perché "mi aspettavo gente brava, sana", invece "spillavano soldi, pagai 3-400 euro l'adesione" e "andare a Mentone di sabato, dovendo tenere chiuso il ristorante, per me fu una mazzata". 

'Ndrangheta: Raso, è l'accusa più schifosa - "Io non sono affiliato alla 'ndrangheta, lo sono stato alla massoneria. Col senno di oggi e di quello che ho visto posso dire che è l'accusa più schifosa, col senno di due anni fa non lo sapevo". Lo ha detto rispondendo in aula al presidente del collegio giudicante Eugenio Gramola il ristoratore Antonio Raso, imputato per associazione a delinquere di stampo mafioso nel processo Geenna su una presunta locale di 'ndrangheta ad Aosta.

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