'Ndrangheta: cliente Raso, loggia massonica? Solo un embrione

Testimone difesa, "mancavano situazioni adatte per crearla"

La loggia massonica aostana che, in base all'ordinanza di Geenna, il ristoratore Antonio Raso ha contribuito a fondare, era a livello "embrionale", un "percorso comune che poi è andato a scemare. C'era la volontà di crearla ma a parer mio non c'erano gli ambienti adatti né le situazioni adatte". Lo ha detto Marcos De Muru, agente immobiliare che era cliente del ristorante La Rotonda ("lavoro vicino alla pizzeria"), sentito come testimone della difesa Raso (avvocati Ascanio Donadio e Pasquale Siciliano) nel processo Geenna su una presunta locale di 'ndrangheta ad Aosta. "Non c'era un progetto vero per una loggia massonica, almeno per quanto mi riguarda. Si è fatta la riunione la prima volta e poi io ho fatto un altro percorso nell'ordine dei cavalieri templari", ha aggiunto De Muru, che ha spiegato il proprio interesse per la massoneria con la passione che ha "da sempre" per "esoterismo e numerologia".
    "Si ricorda di aver regalato a Raso un santino di San Michele Arcangelo plastificato?", gli ha chiesto l'avvocato Siciliano.
    "Non ricordo. Sin da piccolo l'ho visto in sogno. Può essere che lo abbia regalato. Io ne regalo una marea, per me è un simbolo di protezione", ha risposto il testimone. L'immagine del santo - patrono della polizia ma di cui si è appropriato la 'ndrangheta - era stata trovata nel portafoglio di Raso dopo l'arresto del 23 gennaio 2019.
    In base all'ordinanza del gip di Torino, il 19 settembre 2015 nella tavernetta della Seminara costruzioni di via Porta Pretoria, ad Aosta, De Muru si trovò a essere uno dei quattro aspiranti cavalieri - insieme ad Antonio Raso, all'ex consigliere regionale Paolo Contoz e a un commercialista - della appena costituita commanderia di Aosta dell'Ordine Mondiale dei Cavalieri Templari di Jesuralem. Il giorno seguente, nella stessa cantina, fu costituita "la loggia massonica Aosta n. 1 San Fantino dell'obbedienza massonica No Nobis". Tra i presenti alla cerimonia" anche "Antonio Raso" e "probabilmente Paolo Contoz". Raso voleva "affiliare nuovi massoni, cercandoli tra personaggi influenti dell'amministrazione e della classe politica regionale". 
   

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