Ku Klux Klan prepara festa della vittoria

Redazione ANSA

Pur giudicati da più parti tardivi, alla fine erano arrivati i tentativi del fronte Trump di dissociarsi dal Ku Klux Klan e da uno dei suoi più noti leader, David Duke, e il loro appoggio al tycoon. Ma i suprematisti hanno riposto fino alla fine la loro fiducia nell'elezione di 'The Donald' alla presidenza con multipli 'endorsement' pubblici e adesso si preparano a festeggiare, con una 'parata della vittoria' annunciata per il 3 dicembre in North Carolina. Un annuncio diventato campanello d'allarme nel clima teso del post-voto, in cui si segnalano crescenti intimidazioni razziste in scuole e sul web mentre continuano le denunce per le responsabilità di Trump e gli appelli affinché il presidente eletto adesso si adoperi per stemperare. Eppure il dado sembra tratto per il gruppo suprematista razzista che adesso rivendica il suo contributo all'elezione di Donald Trump e tenta cosi' di prendersi uno spazio pubblico. "Non sbagliate, la nostra gente ha svolto un ruolo ENORME!" e' il tweet postato da David Duke subito dopo l'esito delle elezioni prendendosene parte del merito. Un exploit che fa temere il revival di una storia americana diventata di recente tabù ma evidentemente mai sradicata del tutto. Già in estate si era parlato di un 'effetto Trump' ad alimentare nuove ambizioni politiche per il gruppo, in particolare per il suo ex Gran Maestro David Duke. Sta "pensando seriamente" di candidarsi per un seggio a Capitol Hill si era detto, si vede "come l'unico, una volta eletto, capace di difendere i diritti dei discendenti degli europei in America" si era spiegato: segnalando un cambiamento di strategia con un passaggio netto dall'azione di fatto clandestina alla platea pubblica. Il timore adesso é che l'elezione di Trump rafforzi fino a legittimare queste nuove ambizioni. Intanto la vittoria di Trump sembra aver dato nuovo impulso a intimidazioni e minacce a sfondo razzista, religioso o sessuale nelle scuole, nelle università, su internet e in alcuni luoghi pubblici, stando al New York Times che riferisce di una serie di episodi. Alla Texas State University sono comparsi volantini con uomini in mimetica e lo slogan: "Ora che il nostro uomo Trump è stato eletto, è ora di organizzare squadre punitive di vigilantes e andare ad arrestare e torturare quei leader universitari pervertiti che parlando continuamente di questa spazzatura della diversità". Al Wellesley college in Massachusetts, frequentato a suo tempo da Hillary Clinton, due studenti di un college vicino sono piombati nel campus con il loro pickup adornato con una grande bandiera di Trump, hanno parcheggiato davanti a un edificio dove si incontrano studenti neri e hanno sputato a una ragazza. Molti studenti musulmani sono spaventati, secondo alcune testimonianze. Una di loro, iscritta alla San Josè State University in California, ha denunciato di essere stata afferrata dal suo hijab in un tentativo di strangolamento. Così, ancora il New York Times, con un editoriale rivolge un appello al presidente eletto: "Denunci l'odio, Mr Trump", sottolineando che e' sua responsabilità adesso fare tutto il possibile per contrastare la crescente atmosfera intimidatoria.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA