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Assemblea approva mozione per partecipazione donne al lavoro

Proposta da Carissimi e Fioroni, Lega, voto unanime

(ANSA) - PERUGIA, 11 GEN - L'Assemblea legislativa ha approvato con voto unanime una mozione promossa dai consiglieri della Lega, Daniele Carissimi e Paola Fioroni che mira a favorire la partecipazione delle donne al mondo del lavoro.
    Alla Giunta regionale viene chiesto l'impegno ad adottare lo strumento del Gender responsive public procurement (Grpp) quale strumento di promozione della parità di genere nelle procedure di evidenza pubblica per l'affidamento e l'esecuzione di lavori, servizi e forniture di competenza della Regione o degli Enti dalla stessa dipendenti o controllati, nonché ai fini della valutazione di progetti presentati nell'ambito di avvisi e bandi regionali; definire i criteri ed i parametri idonei a dimostrare la sensibilità degli operatori economici al tema della parità di genere e dunque ad orientare la valutazione delle commissioni giudicatrici in sede di aggiudicazione delle procedure; predisporre apposite linee guida per la redazione dei capitolati di gara al fine di fornire adeguate indicazioni alle stazioni appaltanti e garantire la più ampia diffusione dello strumento all'interno dell'amministrazione regionale e delle altre centrali di committenza operanti nel territorio.
    Carissimi ha sottolineato l'importanza di "promuovere l'adozione, in Umbria, del Gender responsive public procurement, lo strumento introdotto dalla Commissione europea allo scopo di favorire la riduzione del gap di genere". "In Italia - ha rilevato - la partecipazione delle donne al mondo del lavoro è purtroppo solo al 53% contro il 67% della media europea. In Umbria, il tasso di occupazione delle donne è appena più alto della media nazionale ma si attesta comunque a un livello significativamente più basso di quello degli uomini, 58% contro 71%. Dal Rapporto Aur 2021 sulle asimmetrie di genere nella società umbra, emerge che sul tasso di occupazione femminile in Umbria influiscono diversi fattori, tra cui la maternità. Le donne con figli hanno minori opportunità lavorative rispetto alle donne senza figli. In Umbria, inoltre, quasi un quarto delle donne che lavorano lo fa in condizione di part-time involontario, cioè accettato in assenza di un'alternativa a tempo pieno, e in condizione di disallineamento tra titolo di studio e occupazione. Con riferimento all'opportunità per le donne di accedere a posizioni apicali, dal Rapporto donne manageritalia del 2019 si evince che in Umbria, nel settore privato, le donne rappresentano l'11% dei dirigenti contro il 17% a livello medio italiano. Sono dati allarmanti che devono sollecitare contromisure immediate. Il divario di genere deve essere cancellato una volta per tutte, con strumenti mirati ed efficaci. Il Gender responsive public procurement, attualmente adottato in Italia solo da Lazio e Puglia, prevede l'inserimento, nelle procedure di evidenza pubblica indette dalle pubbliche amministrazioni, di criteri premiali che tengano conto delle iniziative organizzative e gestionali attuate dagli operatori economici concorrenti al fine di aumentare l'occupazione femminile, ridurre le discriminazioni economiche e retributive di genere, promuovere la partecipazione delle donne in ruoli apicali, favorire organizzazioni del lavoro family friendly e, più in generale, ridurre il gender gap in ambito lavorativo. Il tema è di particolare attualità, essendo esso anche inserito nel Pnrr come condizione premiale dei piani di sviluppo e riforma. In Umbria, la parità di genere disciplinata dalla L.R. n. 14/2016 non ricomprende il Gender responsive public procurement, la cui adozione potrebbe arricchire e completare le politiche di genere adottate dalla Regione Umbria nel campo del lavoro, della formazione e dell'impresa. Questa mozione chiede quindi alla Giunta di impegnarsi ad adottare tale strumento per la promozione della parità di genere nelle procedure di evidenza pubblica per l'affidamento e l'esecuzione di lavori, servizi e forniture di competenza della Regione, nonché ai fini della valutazione di progetti presentati nell'ambito di avvisi e bandi regionali. L'obiettivo è stimolare in Umbria la diffusione e l'applicazione di misure che valorizzino la parità di genere nel mondo del lavoro, una parità sostanziale e non solo formale. L'Umbria diventerebbe così la terza regione italiana a dotarsi di uno strumento concreto e mirato per ridurre il divario di genere e potrebbe essere, come mi auguro, da esempio e stimolo per le altre regioni per garantire finalmente alle donne in tutta Italia le stesse opportunità di crescita degli uomini, parità salariale a parità di mansioni, politiche di gestione delle differenze di genere e tutela della maternità, tutti obiettivi contenuti d'altra parte anche all'interno della Missione 5 su Coesione e inclusione del Pnrr e che dobbiamo tutti, a tutti i livelli, impegnarci a realizzare". (ANSA).
   

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