Umbria

Ast torna in mani italiane, TK la cede ad Arvedi

Ufficializzata operazione. Closing primo semestre 2022

Dopo oltre 20 anni sotto la bandiera tedesca Acciai speciali Terni, il sito umbro specializzato nella produzione di acciaio inox, torna in mani italiane e passa da ThyssenKrupp al gruppo Arvedi. Le previsioni della vigilia sono state confermate e in una volata finale l'azienda di Cremona ha avuto la meglio sul principale concorrente, il gruppo Marcegaglia. "L'operazione rappresenta un rafforzamento del gruppo Arvedi in quanto ne completa, in una sinergia industriale, il mix produttivo. Un'operazione di sistema Paese che potrebbe dare inizio ad altri positivi sviluppi" ha commentato il presidente del gruppo Giovanni Arvedi nella nota con la quale ThyssenKrupp ha ufficializzato, di prima mattina, la cessione del sito nella sua integrità, compresi due centri commerciali in Germania e Turchia. Comunicato in cui si parla anche di "investimenti significativi" da parte degli acquirenti. La multinazionale tedesca - che non ha reso noto il prezzo di vendita - ha invece annunciato che "sta esaminando la possibilità di mantenere una partecipazione di minoranza nel gruppo Ast", decisione che sarà presa entro il closing dell'operazione, previsto nel primo semestre 2022. La procedura deve infatti essere autorizzata dall'Antitrust europeo, un passaggio che sembra non preoccupare particolarmente le Istituzioni, che hanno espresso giudizi positivi sugli sviluppi della trattativa. "Siamo certi di consegnare Ast in buone mani. Nel corso delle trattative abbiamo potuto accertare che Arvedi offre al settore dell'acciaio inossidabile di Thyssenkrupp e quindi a voi, cari colleghe e colleghi, migliori prospettive per il futuro rispetto" alla stessa multinazionale tedesca ha scritto il cda delle acciaierie in una lettera inviata ai dipendenti. "Questa conclusione rappresenta un tassello importante per la valorizzazione e il rilancio dell'acciaio italiano" ha commentato il ministro allo Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti. "Accogliamo con favore che la proprietà passi a un gruppo italiano e - ha aggiunto - auspichiamo che questo si traduca anche in uno sviluppo dell'area industriale e in una tutela per il territorio interessato". Ha accolto "con piacere il passaggio ad una grande famiglia industriale italiana" di Ast anche la presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei. Secondo la quale la vendita ad Arvedi è "un risultato importante per i lavoratori, per Terni e per l'intera Umbria". Sulla stessa linea pure il coordinatore nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, che ha parlato di "una buona notizia per la nostra siderurgia e per la città di Terni". Per il vicesegretario del Pd, Giuseppe Provenzano, i prossimi mesi devono indicare "la direzione di marcia" di Arvedi, "che non può che essere quella di una piena valorizzazione e crescita" dell'azienda. Sarà dunque "fondamentale", sempre a detta dell'esponente democratico, "il ruolo attivo del Governo". Anche secondo il senatore e coordinatore regionale di Fratelli d'Italia, Francesco Zaffini "si apre una fase nuova" ed "è necessario vigilare - ha commentato - per evitare lo smembramento delle attività e lo spacchettamento dei servizi, attraverso accordi tra privati". A chiedere la riconvocazione del tavolo ministeriale al ministero dello Sviluppo economico, per conoscere nei dettagli il piano industriale del sito - che conta 137 anni di storia e circa 2.700 dipendenti complessivi -, sono stati i sindacati territoriali dei metalmeccanici, prudenti nel dare giudizi definitivi, ma comunque soddisfatti del ritorno di una proprietà italiana dopo molti anni.

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