Umbria

Da Paparelli proposta legge per parità retributiva

"Anche per sostegno occupazione femminile" spiega consigliere Pd

(ANSA) - PERUGIA, 12 APR - "Favorire la parità retributiva tra donne e uomini oltre che sostenere la formazione e l'occupazione femminile": è quanto chiede il consigliere regionale del Pd Fabio Paparelli, portavoce della minoranza, annunciando la presentazione di una proposta di legge in merito.
    "Gli effetti drammatici della pandemia - aggiunge - stanno producendo una crisi severa, specie in ambito lavorativo, esasperando le disuguaglianze di genere sia a livello sociale che economico. I dati Istat relativi all'andamento dell'occupazione femminile, ad esempio, sono oltremodo chiari: a dicembre scorso su 101mila posti di lavoro persi, 99mila sono lavoratrici".
    "A questa fortissima criticità - sostiene Paparelli - si somma un elemento ancor più strutturale, dato dalla differenza tra il salario annuale medio percepito dalle donne rispetto agli uomini, che risulta inferiore di almeno il 20 per cento. La parità salariale rappresenta quindi ancora un miraggio, ma anche un obiettivo da raggiungere. Per questo ritengo che sia opportuno che anche la Regione Umbria, si attivi per promuovere azioni concrete che riducano questo gap. Il 30 per cento delle donne italiane abbandona il lavoro dopo avere avuto il primo figlio, segno anche di una mancanza strutturale di servizi alla persona e all'infanzia, adeguati a tenere in equilibrio la vita professionale e quella familiare. Questa situazione porta con sé, non solo un problema di equità, ma anche una consistente perdita di efficienza economica, considerando che le donne rappresentano oltre il 51 per cento della popolazione, oltre ad esserne la parte maggiormente istruita. Invertire questa tendenza potrebbe significare, in Umbria come nel resto del Paese, la creazione di nuova ricchezza, di occupazione e di gettito fiscale nonché maggiori servizi e tutele per tutte le donne. Nel corso dell'iter legislativo la proposta sarà oggetto di un ampio processo di partecipazione e confronto con chi da sempre si occupa della promozione della parità di genere e dei diritti nonché con il mondo associativo, istituzionale ed economico, affinché - conclude Paparelli - possa arrivare all'approvazione dell'Assemblea legislativa un testo ampiamente condiviso dalla società umbra". (ANSA).
   

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