Umbria

Covid: sindacati, subito le 1.550 assunzioni in sanità

"E riaprire le scuole". Cgil-Cisl-Uil, manca programmazione

(ANSA) - PERUGIA, 06 FEB - Riflettori accesi sulle 1.550 assunzioni a tempo indeterminato di personale sanitario "ancora solo promesse", sul tracciamento "partito in colpevole ritardo" all'interno delle scuole "che vanno riaperte" e sul trasporto pubblico locale che ad oggi "non è in grado di dare risposte".
    Questi i principali temi messi sul tavolo della discussione da parte di Cgil, Cisl e Uil per informare, evidenziare e denunciare in merito alla situazione in Umbria su sanità, trasporti e scuola, tra "mancata programmazione e assenza di un piano straordinario" da parte della Regione.
    Per i sindacati sono infatti questi i tre settori che in un momento particolare di emergenza sanitaria legata al Covid "si devono parlare" e che quindi vanno posti al centro del dibattito per evidenziare "le gravi criticità che li stanno attraversando".
    Nel corso di una videoconferenza stampa le sigle sindacali umbre, attraverso testimonianze raccolte tra i lavoratori, hanno così fatto il punto e avanzato proposte in maniera unitaria anche attraverso le voci dei segretari generali Vincenzo Sgalla (Cgil), Angelo Manzotti (Cisl) e Claudio Bendini (Uil). Per Sgalla quello che accomuna tutti e tre i settori presi in esame è la "mancata programmazione". "Stiamo rincorrendo il Covid da questa estate in poi - ha commentato - con la Giunta regionale che non è stata in grado di predisporre un piano organizzativo per la seconda ondata".
    Molto preoccupato si è detto anche Bendini della Uil: "In una prima fase gestita bene c'era tutto il tempo per organizzarsi al meglio visto anche gli accordi fatti con i sindacati relativi alle assunzioni poi non rispettati". Bendini ha sottolineato infine anche una "grave carenza da parte dell'assessorato regionale alla sanità sia dal punto di vista politico che tecnico" chiedendo, pure lui, "un salto di qualità".
    Anche Manzotti, alla luce delle crisi sanitaria, economica e sociale che l'Umbria si trova ad affrontare, denuncia "gravi lacune nella gestione di questa emergenza". Per il segretario Cisl "si sono perse figure professionali che sono andate fuori regione e l'Umbria con i suoi 14 ospedali poteva fare tutta un'altra pianificazione". (ANSA).
   

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