Vaccino a veterinari, odontoiatri, psicologi e farmacisti

Sì unanime a mozione Pace e Squarta (Fdi) con emendamenti

(ANSA) - PERUGIA, 26 GEN - L'Aula di Palazzo Cesaroni si è espressa favorevolmente, all'unanimità, sulla mozione di iniziativa dei consiglieri Marco Squarta ed Eleonora Pace (Fratelli d'Italia) che impegna la Giunta regionale a "ricomprendere nella campagna di somministrazione, in aggiunta ai medici pubblici del sistema sanitario nazionale convenzionati, anche la categoria dei veterinari, estendendo la stessa valutazione operata per gli altri colleghi dipendenti".
    Votato all'unanimità un emendamento con due proposte aggiuntive al dispositivo originario, la prima di Tommaso Bori (Pd) riguardante l'allargamento della platea vaccinale, in fase prioritaria 1, anche ai farmacisti, psicologi e medici odontoiatri, sia del sistema sanitario regionale che liberi professionisti. Altra proposta accolta dai due proponenti, di iniziativa di Thomas De Luca (M5s), prevede di includere, contestualmente ai lavoratori dei servizi essenziali, gli operatori della distribuzione e commercializzazione alimentare e dei servizi primari essenziali.
    Nell'illustrazione dell'atto Pace ha ricordato, fra l'altro, che "il piano del ministero della Salute di metà dicembre include tra le categorie prioritarie, da sottoporre a vaccino, gli operatori sanitari, compresi quelli privati accreditati, insieme ai medici veterinari, rientranti nelle 'attività essenziali della tutela della salute umana e di quella animale'. La crisi sanitaria provocata dal Covid produce effetti economici drammatici che si ripercuotono nella filiera agroalimentare, accentuando le fragilità di un settore già da tempo in difficoltà. A tutti i livelli, l'attività del medico veterinario ha funzione di pubblica necessità e gioca un ruolo fondamentale nella tutela della salute pubblica e nella continuità della filiera agroalimentare oltre che, ovviamente, nella sorveglianza epidemiologica delle malattie e nella prevenzione a proposito di eventuali nuove epidemie. I veterinari operano a stretto contatto con animali e persone e perciò sono una categoria altamente esposta. Alcuni di loro lavorano nei laboratori dove vengono processati i tamponi Covid e il rischio che possano contrarre il virus è molto più alto". (ANSA).
   

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