Trentino AA/S

Pendolari, gender gap anche negli spostamenti per lavoro

Studio sui comportamenti di lavoratori e lavoratrici altoatesini

(ANSA) - BOLZANO, 26 AGO - Le differenze nel comportamento pendolare di uomini e donne sono state analizzate, per la prima volta, dall'Osservatorio del mercato del lavoro che ne riferisce nella pubblicazione Mercato del lavoro News, che ha studiato il "gender commuting gap", termine si riferisce al divario che esiste nel comportamento pendolare di uomini e donne sul mercato del lavoro altoatesino.
    Secondo la rilevazione, i lavoratori dipendenti fanno i pendolari più spesso e affrontano tragitti più lunghi rispetto alle lavoratrici dipendenti. Quasi 6 uomini su 10, infatti, sono pendolari, mentre la parte di lavoratrici di sesso femminile è equamente ripartita tra pendolari e non-pendolari. Se invece si parla di tempo medio di percorrenza per spostarsi dal luogo di residenza a quello di lavoro, si nota che i tragitti fino a 15 minuti sono percorsi più frequentemente dalle lavoratrici che dai dipendenti uomini, i quali dominano invece in tutti gli altri tempi di pendolarismo. Il divario nel comportamento dei pendolari è particolarmente pronunciato tra i lavoratori dipendenti con un basso livello di istruzione formale (licenza media o inferiore): in questo caso solo il 48% delle donne risulta essere pendolare contro il 58% degli uomini. Tra le persone con almeno un titolo accademico, invece, il 57% delle donne e il 62% degli uomini è pendolare.
    Maggiore è il livello di istruzione, minori saranno le differenze nel tempo di percorrenza.
    Anche l'età gioca un ruolo: all'età in cui le donne diventano madri, il tempo di percorrenza diminuisce. Per le donne con licenzia media (o inferiore) già a partire dai 20 anni. Per le donne con un titolo di studio superiore il tempo di percorrenza diminuisce dai 28 anni circa. Nel caso degli uomini invece, non c'è quasi nessuna specificità di età da segnalare.
    "La ridotta capacità delle donne di investire tempo nel pendolarismo ha conseguenze sociali ed economiche per le donne stesse, ma anche per il mercato del lavoro, che deve fare a meno di forza lavoro qualificata. Ridurre questo divario è un compito importante della politica attiva del lavoro", commenta l'assessore provinciale al lavoro ed all'economia, Philipp Achammer. (ANSA).
   

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