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Cere barocche per porcellane Ginori donate a Museo del Bargello

Da famiglia fondatore Manifattura, in esposizione dal 2023

(ANSA) - FIRENZE, 22 SET - Un nucleo di 16 cere barocche, donate dal marchese Lionardo Lorenzo Ginori Lisci, andranno ad arricchire la nuova sala della scultura barocca del Museo nazionale del Bargello a Firenze, a partire dal 2023.
    La donazione testimonia l'attività del marchese Carlo Ginori, fondatore della Manifattura nel 1737 che, fin dai primi anni, acquistò numerose forme dalle botteghe dei principali scultori fiorentini, perché fossero poi utilizzate nella produzione di porcellane. Da queste forme, il marchese con i suoi artisti trassero dei modelli in cera in modo che i committenti potessero selezionare o scegliere di modificare l'opera in fase di realizzazione della porcellana. Tra le opere donate dal marchese Ginori ci sono la cera tratta dalla 'Flagellazione' di Alessandro Algardi, il 'Vaso con il Trionfo di Nettuno', ideato da Massimiliano Soldani Benzi nel 1721 e il grande rilievo in cera di Giovan Battista Piamontini, con il 'Massacro degli Innocenti'. A seguito della donazione è stata avviata una campagna di restauri su una prima selezione di cinque cere che saranno esposte nel 2023 nella nuova sala del museo: a breve sarà pubblicato il bando per la realizzazione delle nuove vetrine.
    Il Bargello, ha spiegato il direttore Paola D'Agostino, "continuerà il suo impegno per il restauro delle altre cere e il loro allestimento, a rotazione, nella nuova sala dedicata al Barocco. La donazione Ginori consentirà, infatti, di inserire un tassello mancante della produzione scultorea della Manifattura, arricchendo il nuovo allestimento di rari esemplari in cera".
    "Il mio legame con l'arte - ha spiegato il marchese Lionardo Lorenzo Ginori Lisci - risale alla passione che durante gli studi seppe infondermi la professoressa Giovanna Gaeta Bertelà, e da allora l'amore per la cultura artistica, nelle sue diverse espressioni, ha contraddistinto tutta la mia vita, ispirando la tutela delle mie collezioni di famiglia, da cui provengono le cere che ho voluto donare al Bargello". (ANSA).
   

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