Da scavo Pisa orologio in miniatura di epoca greco-romana

'Sepolto' in cassetto da anni adesso è riconosciuto e studiato

(ANSA) - PISA, 21 APR - Quel reperto di avorio era finito in un cassetto tra i materiali di scavo, oggi è al centro di una scoperta unica nel suo genere. E' un orologio solare miniaturistico in avorio databile tra metà del II secolo a.C. e fine del I secolo a.C., un ritrovamento unico nel mondo greco-romano. Lo rivela l'università di Pisa spiegando che lo studio dell'archeologo Emanuele Taccola e dello storico Filippo Battistoni, e Jérome Bonnin (Università di Lilla 3) e Denis Savoie (Syrte, Observatoire de Paris, Universcience), due tra i massimi esperti internazionali di gnomonica e misurazione del tempo nel mondo greco-romano, descrive l'eccezionalità del ritrovamento.
    L'oggetto, assimilabile per la funzione a una meridiana, fu rinvenuto durante una campagna di scavi tra il 1985 e il 1988 e svela nuovi dettagli sulla vita della città in epoca romana quando l'attuale Piazza dei Miracoli, a pochi passi dalla Torre Pendente, era occupata da un complesso residenziale di domus.
    "L'orologio è molto piccolo - spiega l'ateneo - con un'altezza e una larghezza di poco più di 5 cm e la griglia oraria conservata in modo eccellente, tanto che è ancora possibile misurare, anche se non con precisione, il tempo. Inoltre il materiale con cui è stato realizzato, l'avorio di elefante, lo rende il secondo quadrante di questo tipo finora noto in letteratura, insieme a un altro esemplare di età tolemaica proveniente da Tanis, nel Delta egiziano, ricavato da un dente di ippopotamo. Finora sono 19 gli orologi in miniatura ritrovati e risalenti all'età greco-romana e quello di Pisa è l'unico in avorio di elefante".
    L'orologio, dicono gli studiosi, non avrebbe potuto funzionare correttamente alla latitudine di Pisa. Tuttavia l'attuale piazza dei Miracoli per tutta l'età imperiale fu occupata da domus di alto rango sociale, con pavimenti a mosaico e pareti affrescate, sicuramente appartenute a persone che potevano ostentare l'oggetto per il suo pregio. "Una connotazione analoga - aggiungono - può essere ipotizzata anche per l'assetto residenziale tardo-repubblicano e il nostro orologio, ritrovato in uno strato da cui sono emersi oggetti databili in modo equivocabile alla fine del I sec. a.C., ne è testimonianza". (ANSA).
   

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