Padre di Martina Rossi, ora condannare imputati

'Mia figlia morta perché fuggiva'

ll pg Luigi Bocciolini ha chiesto tre anni di reclusione ciascuno per Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi, i due imputati di tentata violenza sessuale di gruppo al processo d'appello bis per la morte di Martina Rossi, la ventenne studentessa genovese precipitata dal balcone di un albergo a Palma di Maiorca il 3 agosto 2011. Stessa richiesta avanzata dai legali dei genitori, costituitisi parte civile.

Al palazzo di giustizia di Firenzeera presente il padre di Matina,  Bruno Ross: "Spero - ha detto - che questo nuovo appello confermi la condanna di primo grado, quella arrivata prima che in appello venisse cancellato tutto".  "Martina - ha aggiunto - non è caduta dal balcone per sua volontà, ma perché cercavano di farle fare qualcosa che non voleva fare. Spero in una condanna anche se ormai chi ruba una mela al supermercato ha una pena maggiore di chi ammazza una persona". In primo grado il tribunale di Arezzo aveva condannato i due imputati, Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi, a sei anni di reclusione ritenendo che Martina fosse precipitata dal balcone della camera dove alloggiavano i due ragazzi - nello stesso hotel della studentessa genovese - per fuggire a un tentativo di stupro. In appello invece, lo scorso 9 giugno, Albertoni e Vanneschi sono stati assolti dall'accusa di tentata violenza sessuale con la formula "perché il fatto non sussiste" mentre è stato dichiarato prescritto il capo di imputazione di morte come conseguenza di altro reato. Lo scorso gennaio la Cassazione, accogliendo il ricorso presentato dalla procura generale di Firenze, ha annullato la sentenza disponendo un nuovo appello.

All'appello bis apertosi oggi presenti anche i due imputati. 

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