Rete droga e psicofarmaci, perquisizioni

Smercio 'di strada', 16 indagati. Ricette mediche false

(ANSA) - FIRENZE, 27 MAG - Perquisizioni sono state effettuate nel Mugello per un'operazione coordinata dalla procura di Firenze nei confronti di 16 indagati dediti allo spaccio di stupefacenti, nove dei quali destinatari di provvedimenti cautelari (obbligo di dimora). Le indagini hanno permesso di accertare l'esistenza di una rete di smercio di hashish e marijuana, nonché di psicofarmaci utilizzati come 'droga di strada', capace di raggiungere gli acquirenti, alcuni dei quali minori. I carabinieri della Compagnia di Borgo San Lorenzo hanno eseguito i provvedimenti cautelari emessi dal gip di Firenze e sedici perquisizioni personali e domiciliari nel territorio del Mugello e in altri comuni della provincia di Firenze. Gli spacciatori in alcuni casi fornivano ai clienti, tra cui anche studenti minorenni, le istruzioni per consumarli, inviando loro via Whatsapp le ricette di pericolosi mix a base di hashish, marijuana, rivotril, xanax e alcol, secondo quanto scoperto dai carabinieri di Borgo San Lorenzo (Firenze), nell'ambito di indagini, coordinate dal pm Leopoldo De Gregorio, che hanno portato all'esecuzione di nove obblighi di dimora con perquisizioni partite all'alba. Le indagini sono scattate dopo la denuncia dei genitori contro un pusher dopo che loro figlio era diventato aggressivo a causa di psicofarmaci. Le accuse contestate, a vario titolo, sono di cessione di sostanze stupefacenti e psicotrope, con l'aggravante delle destinazione a minori e della cessione in prossimità di scuole, falsità materiale, uso di atto falso e ricettazione. Le misure, disposte dal gip Giampaolo Boninsegna, sono state eseguite tutte in provincia di Firenze a Vicchio, Scarperia, Empoli, Dicomano, Signa e Fiesole. Gli accertamenti hanno permesso di documentare circa 500 episodi di cessione e di scoprire una rete di spaccio formata da ventenni, tutti italiani. In particolare, due giovani di Vicchio avrebbero rifornito di droga e farmaci tutta l'area del Mugello, rifornendosi tra l'altro da un loro coetaneo di Empoli. I farmaci venivano acquistati dai pusher nelle farmacie del Mugello con false ricette, realizzate con un programma per pc e intestate a medici realmente esistenti, risultati del tutto estranei ai fatti.

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