Gruppo cinesi Prato organizzava ronde contro nordafricani

Il governatore Rossi, un miliardo di evasione dal money transfer

 Il responsabile dell' associazione cinese "La Città del Cervo Bianco" di Prato avrebbe attuato "indebite attività di vigilanza" in favore di connazionali, presidiando il territorio e "organizzando ronde o spedizioni" nei confronti di cittadini nordafricani, "anche estranei a fatti delittuosi". Lo riferisce la polizia dando notizia di indagini in corso a Prato per aggressioni a cittadini extracomunitari, prevalentemente di origine magrebina. Gli agenti stanno eseguendo 9 decreti di perquisizione nei confronti di altrettante persone indagate, in stato di libertà, per i reati di associazione per delinquere e atti violenti per motivi razziali.

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Il governatore Rossi, un miliardo di evasione dal money transfer  - "Oggi stimiamo che si continua ad evadere almeno un miliardo di euro all'anno". Lo ha detto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, riferendosi ai money transfer che dall'area pratese inviano denaro "illegalmente" in Cina. "Non mettiamo all'indice l'intera comunità cinese in blocco, ma chiederò alla Guardia di finanza di fare più controlli", ha aggiunto. "L'inchiesta Money transfer - ha spiegato Rossi - ha fatto emergere dati spaventosi riferiti al fatto che dal 2007 al 2010 c'è stato un trasferimento di denaro dalla Toscana alla Cina di circa di 5 miliardi, dei quali 2/3 da Prato. Si tratta di risorse trasferite illegalmente, senza pagarci le tasse. Quando noi denunciamo un'evasione fiscale intollerabile non possiamo non denunciare un buco che abbiamo a Prato. Per questo proporrò alla Guardia di finanza di fare più controlli" e "proporrò al ministero dell' Economia di costituire una task force contro l'evasione fiscale". I principi di legalità devono entrare anche nella comunità cinese, ha proseguito Rossi, rilevando che "un graduale processo di bonifica con l'emersione del nero e la regolarità dei rapporti di lavoro, potrebbe essere un grande vantaggio per la nostra regione". "Non mettiamo all'indice l'intera comunità cinese in un solo blocco. Ci sono infatti imprenditori cinesi che pagano tasse e fanno lavorare in maniera regolare i lavoratori. Noi però non abbiamo bisogno di elemosina. Mi rivolgerò alla Guardia di finanza perché - ha ribadito - non è possibile continuare con questo livello di evasione fiscale".
   

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