Toscana

Ue: Mattarella a Stato Unione, per donne strada ancora lunga

Più presenza in istituzioni. Molto resta da fare contro violenza

 "L'Unione europea ha compiuto un cammino rilevante per rafforzare il ruolo femminile in tutte le articolazioni della società dei Paesi membri", ma "assicurare il pieno dispiegamento del potenziale femminile nel mercato del lavoro e, più un generale, nel tessuto sociale dei Paesi europei, rimane un obiettivo ancora da raggiungere, a partire dalla presenza nelle istituzioni nazionali ed europee". Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella saluta l'apertura 'State of the Union', la tre giorni fiorentina dedicata all'Europa, ed entra subito nel merito dell'edizione di quest'anno sul "Ruolo della donna in Europa e nel mondo'.
    In un telegramma inviato a Joseph H. Weiler, il presidente dell'Istituto universitario europeo - che ha organizzato l'evento -, il capo dello Stato sottolinea che "molto resta da fare per ridurre il drammatico fenomeno della violenza, fisica e psicologica, perpetrata nei confronti delle donne" e ribadisce che occorre "rendere la presenza delle donne nelle nostre società ancora più forte e incisiva". Un tema trattato a tutto tondo nei dodici panel della prima giornata della Conferenza: dal ruolo delle donne nei flussi migratori alla presenza in politica ancora tutta in salita, al gap di genere anche nell'Unione europea. "Di fronte alle sfide valoriali e culturali ma anche di capacità di coinvolgere tutti i soggetti che possono essere strategici in questa fase di difficoltà che stiamo affrontando in Europa le donne sono attori senza i quali non si può pensare di vincere queste sfide", ha ricordato a tutti l'europarlamentare del Pd Silvia Costa.
    I dati del Dipartimento per gli Affari economici e sociali dell'Onu (Undesa) parlano chiaro. Negli ultimi vent'anni la percentuale delle donne nei parlamenti nazionali è quasi raddoppiata, ma nonostante il trend positivo la presenza femminile nelle Camere è il 22 per cento del totale di deputati e senatori. Un dato ancora più singolare alla luce del fatto che metà dell'elettorato del mondo è costituito da donne. Le donne sono ancor più sottorappresentate a livello di governi: sui 194 analizzati dall'Undesa, solo 14 sono a guida femminile.
    I dati che si riferiscono alle Istituzioni europee non alzano di molto la media: le donne sono il 37 per cento degli europarlamentari e il 33 per cento dei Commissari. Va anche peggio nel Consiglio europeo e nel Consiglio dei ministri degli Esteri: il 10 per cento di presenza femminile. Ma se le europee hanno poche possibilità, le donne migranti non ne hanno nessuna.
    E ad esse è dedicata la mostra fotografica allestita dall'ANSA nel cortile di Palazzo Strozzi e inaugurata oggi.'Donne in marcia', un racconto per immagini di una delle grandi emergenze del nostro tempo che si soffermano su un aspetto particolare e significativo: il ruolo delle donne nella migrazione tra "attesa, paura, speranza e felicità", i quattro capitoli in cui è organizzato il percorso.
   

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