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Nannini, il vino mi fa cantare l'anima

Non ho mai fatto un provino senza bere prima

08 ottobre, 19:45
'Innno', il vino di Gianna Nannini 'Innno', il vino di Gianna Nannini

"Il sapore del vino fa parte della vita come il respiro, mi fa cantare l'anima". In questo stralcio della poesia da lei stessa dedicata al vino e alla memoria di Gianni Brunelli, Gianna Nannini esprime tutto il suo amore per il nettare di Bacco. Una passione che l'ha portata nel 2000 a riprendere un terreno di famiglia abbandonato e trasformarlo in una vigna-gioiello dove la chimica è bandita.

Viticoltura biodinamica, ha precisato il direttore-agronomo dell'azienda vinicola Certosa di Belriguardo Manuel Pieri, e quindi no diserbanti, no concimi chimici, no solforosa aggiunta: "Volevamo che i nostri Sangiovesi dimostrassero una personalità spiccata" ha detto, sottolineando che "nei nostri vigneti la chimica non entra, i nostri sono vigneti giardino". Da qui la scelta dell'affinamento in serbatoi in cemento. Uno stile di produzione che piace al fondatore di Eataly Oscar Farinetti che ha ricordato che se il tetto di legge consente solfiti fino a 150 ml, nei vini della Nannini i solfiti naturali sono mediamente a 11, quindi gli allergeni sono al minimo.

Dal 2000 dalla tenuta della rockstar-vigneron, a pochi chilometri da Siena sono usciti diversi vini di qualità a cui si aggiunge quest'anno il doppio Sangiovese in purezza "Innno" che riprende il nome del fortunato album della cantante. Del resto, tutta la carriera della cantante senese è stata accompagnata da un buon vino: "Non ho mai fatto un provino - ha detto in una gremita sala congressi a Eataly Roma - senza bere prima un buon vino".

Sull'etichetta "Innno" si presenta però con tre enne "in omaggio a mio nonno Guido - spiega la cantante - che amava scrivere appunti di diario con una grafia inconfondibile soprattutto la enne". "Se dai alla terra ricevi - dice la cantante in occasione della presentazione del libro di Oscar Farinetti dedicato a 12 storie di imprenditori di successo - ho preso questo vigneto che era un disastro e ora mi da tante soddisfazioni".

Il vino di Gianna Nannini aderisce al progetto di "Vinolibero" improntato alla sostenibilità e dove quindi i produttori che partecipano rinunciano volontariamente agli aiuti chimici riducendo anche al minimo i solfiti. "Questo modello di agricoltura integrato - ha precisato Farinetti - riunisce al momento 12 produttori, 7 Regioni, e 50 prodotti. Si tratta anche di un modello commerciale, con etichette in carta riciclata e packaging ecologico. Questi vini sono in carta presso 400 ristoranti e 250 enoteche, in una sorta di e-commerce di prossimità". I vini di Vinolibero, ha infine annunciato Farinetti, "saranno nei musei, nelle librerie, nei ristoranti, laddove la gente tiene il carrello acceso".

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