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Ferrero: sostenibilità e sviluppo, ecco ricetta anticrisi

Presidente Fulci presenta 4/o Rapporto responsabilita' sociale

11 luglio, 11:29
Michele, Maria Franca e Giovanni Ferrero in una foto d'archivio Michele, Maria Franca e Giovanni Ferrero in una foto d'archivio

MILANO, 11 LUG - I prodotti, la Fondazione, le Imprese sociali, il programma volontario 'Kinder+Sport': sono questi i pilastri su cui poggia la responsabilità sociale del gruppo Ferrero. Un impegno nato oltre mezzo secolo fa, quando il fondatore, Michele, promosse ad Alba una serie di convegni di studi sociali, e che viene ribadito con il quarto Rapporto di responsabilità sociale d'impresa, redatto sulla base dei parametri dell'organizzazione Global Reporting Initiative.

''Il nostro segreto è molto semplice. Passione, innovazione e l'etica, che per noi ha un'importanza straordinaria. E poi noi crediamo nella politica del fare e non nella politica del dire'', spiega il presidente di Ferrero Spa, ambasciatore Francesco Paolo Fulci, che ha presentato il rapporto a Milano.
 

Quattro le colonne su cui poggia. ''La prima colonna - dice - sono i nostri prodotti, che sono rispettosi dei consumatori e delle loro aspettative. La seconda colonna è la Fondazione Ferrero, che si prende cura di tutti i nostri ex dipendenti vita natural durante. La terza colonna è costituita dalle Imprese Sociali Ferrero, che in Africa e in Asia contribuiscono alla crescita, alla salute e all'educazione dei bambini del posto. Quarta e ultima colonna, è lo sport, che è uno dei veri modi per combattere l'obesità''. Dal punto di vista del prodotto, l'attenzione del gruppo si concentra sia sulla qualità sia sulla sicurezza del consumatore, assicurate da diversi sistemi di gestione dati e certificazioni internazionali, a garanzia dell'intera filiera di produzione: dal benessere dell'animale che fornisce la materia prima alla tracciabilità, fino alla realizzazione dei semilavorati 'in casa', all'interno degli impianti.

E' rivolta alla comunità locale in cui nasce la Ferrero, da sempre molto legata alle sue radici, l'attività della Fondazione di Alba, che quest'anno festeggia il suo trentennale. Presieduta dalla signora Maria Franca, si occupa degli ex dipendenti con attività multidisciplinari e di assistenza sanitaria, ha un asilo nido che accoglie 80 bambini e promuove attività culturali di grande richiamo sul territorio. Altrettanto impegno nei confronti del contesto sociale viene profuso all'estero, con la fondazione delle imprese sociali in India, Sud Africa e Camerun, che contano 2.435 dipendenti: alla creazione di posti di lavoro in aree svantaggiate, la Ferrero affianca progetti di carattere umanitario. Un esempio è il programma 'United kinder of the world', che ha portato alla ristrutturazione di una scuola per 1.400 bambini a Daleside, in Sud Africa.

Alla responsabilità è improntata anche la strategia nutrizionale della multinazionale, che commercializza i suoi prodotti in confezioni per l'80% inferiori ai 45 grammi, aderisce al programma europeo 'Insieme per prevenire l'obesità infantile' e ha lanciato in 20 Paesi 'Kinder+Sport', per la promozione dell'attività motoria tra i giovani.Azioni che si inseriscono in un'unica e più ampia filosofia, faro dell'attività del gruppo di Alba in tutti i suoi aspetti: una 'catena del valore' che parte dall'approvvigionamento delle materie prime - il più possibile etico e sostenibile - e passa attraverso la formazione delle comunità locali, include l'autoproduzione energetica, una logistica più integrata e 'verde', per finire con una comunicazione responsabile nei confronti del consumatore. Il tutto con una forte impronta italiana. ''La Ferrero resterà italiana? Assolutamente sì - conclude Fulci - non c'e' il minimo dubbio''.

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