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04 novembre, 17:40 Spettacolo

McConaughey, Interstellar pensando a miei figli

L'attore a Roma, invecchiare non mi spaventa, si diventa più saggi

 Una "grandiosa e eccitante avventura fantascientifica con un messaggio profondamente ottimistico", ma anche "la storia molto semplice dell'amore fra un padre e figlia. Nelle emozioni di Interstellar (LA SCHEDA SU ANSA-CINEMA)  possiamo identificarci tutti, in un modo o nell'altro". Così Matthew McConaughey descrive il blockbuster sci-fi di Christopher Nolan, con fra gli altri, Anne Hathaway, Jessica Chastain, Michael Caine e Matt Damon, in uscita il 6 novembre in 600 copie con Warner. L'attore, che compie 45 anni il 4 novembre, è rilassato e sorridente, in camicia bianca, pantaloni e gilet nero, con un po' di barba, nell'incontro con i giornalisti a Roma sulla terrazza di un albergo che dà sul Colosseo. In Interstellar, ambientato in un futuro prossimo nel quale la Terra, colpita da una piaga climatica, si avvia a diventare arida, McConaughey (in Italia anche per partecipare a un programma tv) è Cooper, ex pilota diventato agricoltore, vedovo e padre di due figli adolescenti, Murph, appassionata di scienza come lui, e Tom, che invece preferisce i campi di mais.

L'uomo deve affrontare la decisione di separarsi da loro quando è richiamato in servizio alla Nasa dal professor Brand (Caine) che gli chiede di guidare una rivoluzionaria missione nello spazio profondo in cerca di un nuovo possibile mondo per l'umanità. "Essere genitore mi ha sicuramente influenzato per questo ruolo - spiega Matthew, padre di tre figli (Levi di 6 anni, Vida di 4 e Livingston di quasi 2) avuti con la modella brasiliana Camila Alves -. Pur non avendo vissuto le situazioni estreme di Cooper posso comprendere il dolore del distacco dai propri figli e il relazionarsi a loro non trattandoli da bambini ma rispettandoli e ascoltandoli". Il premio Oscar ha amato molto "il concetto alla base della storia, la fiducia nelle capacità dell'umanità, di evolversi, migliorandosi, riuscendo a superare i propri limiti. Un messaggio importante per le nuove generazioni". Visione positiva che contrasta, spesso, con la realtà, soprattutto a livello ambientale: "E' arrogante da parte nostra pensare di dover domare la natura. E' lei forse a dover 'domare' noi.

Nel film Nolan non voleva essere didattico nel lanciare un allarme, anche se si è ispirato a eventi reali come le tempeste di polvere in America (causate dalla siccità durante la Grande Depressione, ndr). Se vedendo il film qualcuno pensasse sia anche un avvertimento su dove si rischi di arrivare, ha un valore positivo in più". Lavorare con Nolan è stato straordinario "perché è l'unico regista capace di creare un'avventura con un tale respiro epico, girandola come fosse un film indipendente, con la massima attenzione alla recitazione. Pur essendoci gli effetti speciali non abbiamo mai utilizzato il green screen, Chris voleva da noi reazioni e emozioni il più realistiche possibili", sottolinea. Premio Oscar 2014 per Dallas Buyers Club, McConaughey negli ultimi anni ha dato una sterzata alla sua carriera inanellando una serie di personaggi difficili, profondi e complessi, da Killer Joe al poliziotto geniale e inquieto della serie tv cult True Detective, tornando così tra gli attori più ricercati ad Hollywood (l'anno prossimo vedremo nel nuovo film di di Gus Van Sant, Sea of trees). "Ora ho più potere di scelta, mi arrivano storie migliori a cui dire sì o no", spiega. Fuori dal set "cerco di vivere appieno il mio tempo, ogni minuto di ogni giornata... ma è tutto relativo... A volte si fa tutto troppo in fretta, qui a Roma, invece, ad esempio, vi prendete il vostro tempo per fare le cose, come per l'ora di pranzo...". Invecchiare "non mi spaventa, anzi, è una cosa che aspetto. Da bambino mi hanno insegnato a guardare agli anziani con rispetto. Ogni anno in più ti dà più saggezza, conoscenza e capacità di capire gli altri e il mondo".

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