I Coma_Cose al festival, non dobbiamo dimostrare niente

Coppia su palco e nella vita, al festival con Fiamme negli occhi

(ANSA) - ROMA, 26 FEB - Coppia sul palco, coppia nella vita.
    "E quindi potremo essere gli unici all'Ariston a poterci avvinghiare. E con la platea vuota, ci faremo da pubblico a vicenda". Battute a parte, i Coma_Cose, Fausto Lama e California (Fausto Zanardelli e Francesca Mesiano), arrivano a Sanremo, in gara tra i Big con il brano scritto a quattro mani Fiamme negli occhi, con il loro bagaglio di esperienze personali, con il loro sguardo alternativo sul mondo che li circonda, con la necessità di raccontare in modo diverso una generazione liquida, attraverso la ricerca di nuove sonorità e di un linguaggio inedito, tra cantautorato e urban.
    "Fiamme negli occhi è una fotografia della nostra storia, forse della storia di molti. È una canzone che parla di restare insieme anche di fronte agli ostacoli - raccontano i due artisti che si sono conosciuti nel 2016, commessi nello stesso negozio, e hanno un album alle spalle (Hype Aura) -. La nostra vita, i nostri sogni, la musica per noi sono un viaggio da percorrere insieme e a volte c'è bisogno di urlarselo in faccia. Crediamo a un percorso di condivisione e crescita reciproca, speriamo che anche altre persone si rivedano in tutto questo".
    E sul palco promettono di essere se stessi. "Non dobbiamo dimostrare niente a nessuno, veniamo da anni di gavetta, di coerenza non fatta di paraculate commerciali né di hit estive, abbiamo la fedina penale pulita. Nessuna critica, ma certe cose bisogna sentirsele addosso e noi facciamo altro - rivendicano -.
    Partecipare, dunque, è una scommessa, anche solo per provare a scardinare certi meccanismi".
    Il 16 aprile uscirà il loro nuovo disco Nostralgia, "perché la nostalgia sarà il fil rouge che lega tutti i brani, ma volevamo che fosse ancora più nostra. E' un album che fa il punto sulla situazione delle nostre vite - aggiungono ancora i Coma_Cose -. E ci fa guardare indietro, anche nelle sonorità che vanno a pescare negli anni '90, un po' vintage. C'è tanta introspezione nei testi e una parola che torna è 'perdono': perché è bello maturare, ma anche fare pace con se stessi. Anche gli errori fatti ci hanno portato fin qua. Di certo non lo possiamo definire un disco rassicurante". (ANSA).
   

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