Giappone: #KuToo, stop tacchi al lavoro

Ma il ministro del Lavoro: 'Obbligo necessario e appropriato'

(ANSA) - TOKYO, 6 GIU - Continua a crescere in Giappone il movimento #KuToo dopo la petizione presentata al governo contro la prassi che obbliga le donne all'uso dei tacchi sul luogo di lavoro. L'iniziativa è stato avviata dalla attrice e scrittrice freelance Yumi Ishikawa ed ha già raccolto quasi 20mila firme, diventando virale sui social media nello spazio di pochi giorni.
    Il nome prende a prestito il termine 'kutsu', che in giapponese significa scarpe, e 'kutsuu' che invece traduce la parola 'dolore'. Ishikawa si era resa conto da subito di aver generato fermento sulla rete tramite un tweet, quando ha raccontato la sua esperienza personale, dopo essere stata costretta a indossare tacchi alti durante un lavoro part-time in una casa di pompe funebri. Nel documento presentato al ministero si parla apertamente di discriminazione di genere, citando la recente campagna del 'Cool biz' adottata dall'esecutivo nei mesi estivi, che concede agli austeri 'salary man' - il tipico impiegato giapponese, di non dover indossare la cravatta.
   

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