Cassazione, non è reato vivere in strada

Anche se lo prevede un'ordinanza anti-bivacco del sindaco

(ANSA) - ROMA, 28 LUG - Non è reato e non può essere condannato chi vive per strada, "su di un marciapiede con i cani in una baracca precaria di cartoni e pedane in legno". Anche se vige un'ordinanza del sindaco in tal senso. Così la Cassazione ha assolto un uomo, condannato a pagare mille euro. Il fatto era successo nel dicembre 2010 a Palermo: un quarantenne italiano era stato condannato dal tribunale per inosservanza dei provvedimenti dell'Autorità, visto che non aveva rispettato l'ordinanza del sindaco che vieta di bivaccare e predisporre accampamenti di fortuna. Il difensore ha rilevato, nel ricorso in Cassazione, come l'uomo, senza fissa dimora, "versasse in stato di necessità, situazione tra le quali doveva essere compresa l'esigenza di un alloggio". Osservazione che ha trovato d'accordo la Cassazione, secondo la quale l'ordinanza del sindaco è "una disposizione di tenore regolamentare data in via preventiva ad una generalità di soggetti, in assenza di riferimento a situazioni imprevedibili o impreviste".
   

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