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Di Pietro, morte dignitosa ma in carcere

La querelle sulla possibile scarcerazione del 'capo dei capi'

(ANSA) - ROMA, 6 GIU - "Parliamoci chiaro: da una parte la Cassazione ha detto una cosa ovvia, dall'altra ha detto una cosa che non condivido. Dire che anche Riina ha diritto ad una morte dignitosa è una cosa ovvia, ma che deve anche essere interpretata nel modo corretto. Morire dignitosamente non vuol dire che devi morire a casa, perché tutti i giorni muoiono persone in carcere. Morire dignitosamente significa che se sei malato devi avere un medico che ti cura, se devi fare un intervento chirurgico lo fai. Morte dignitosa vuol dire non farlo morire di fame o di sete, ma non vuol dire farlo andare a casa". Lo dice Antonio Di Pietro intervenendo a Radio Cusano Campus.
    "Non condivido quando la Cassazione dice che essendo una persona malata e anziana potrebbe non avere più quel grado di pericolosità sociale. Riina non è in galera perché è pericoloso socialmente oggi, ma perché deve scontare quello che ha fatto in passato".
   

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