Huawei al Web Summit, più donne leader nell'era digitale

Solo il 7,4% degli AD di Fortune Global 500 è composto da donne

L'importanza dell'equilibrio tra generi per la realizzazione di una economia digitale più inclusiva. Attualmente solo il 7,4% degli AD di Fortune Global 500 è composto da donne. Lo ha sottolineato Catherine Chen, Senior Vice President e Director of the Board di Huawei, intervenuta oggi al Web Summit 2020, rilevando come le donne, nel mondo della tecnologia, rappresentino ancora una minoranza, nonostante l'impegno di tante multinazionali nel voler accrescere la presenza femminile nei loro reparti.

"La parità di genere non significa arrivare a un punto in cui donne e uomini condividano la stessa mentalità e comportamento - ha detto Chen - Si tratta invece di raggiungere pari opportunità e diritti, che possono essere garantiti solo da una società più inclusiva e sana". Ad oggi, solo la metà delle donne al mondo fa parte della forza lavoro e circa il 20-30% di queste è inserita nel panorama della Information and Communication Technology. Un misero 7,4% degli amministratori delegati delle prime 500 aziende a livello globale, come da lista di Fortune Global 550, è composto da donne.

"Nell'era digitale, abbiamo bisogno non solo di più donne ma di più donne leader" ha ribadito il vice presidente. Nell'ottica di Catherine Chen, rappresentante di tutto ciò che sta facendo Huawei per l'inclusione nel segmento delle discipline STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics), sono tre i fattori chiave che permetteranno di portare un numero maggiore di donne nelle aziende che si occupano di tecnologia. In primo luogo, serve un sostegno politico, mirando agli obiettivi delineati dalla "Strategia UE sulla parità di genere 2020-2025", iniziativa che dimostra come "l'Europa sia stata pioniera nella promozione della parità . Ma non bisogna fermarsi adesso". Poi, sono le donne stesse che dovrebbero respingere l'idea secondo cui l'industria tecnologica è troppo complessa per loro. "Ma per farlo serve un terzo passo - ha concluso - la formazione digitale, fondamentale per conferire maggiori poteri alle donne. Questa offrirà loro più opportunità, aiutandole ad apprendere le competenze di base di cui hanno bisogno per essere competitive nell'economia digitale".
   

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