Usa rinviano stop TikTok, intesa Oracle piace a Trump

Ma schiaffo a tycoon da corte California, sospeso blocco WeChat

TikTok resta disponibile negli States. L'amministrazione fa slittare al 27 settembre lo stop alla popolare app dopo il via libera di principio di Donald Trump all'accordo con Oracle e Walmart. Un'intesa che il tycoon definisce "fantastica" per gli Stati Uniti.

L'accordo, ancora in via di definizione, prevede lo spin off delle attività globali di TikTok da ByteDance e la creazione di una nuova società con sede negli Stati Uniti, molto probabilmente in Texas. La maggioranza di TikTok Global resterà nelle mani cinesi, mentre a Oracle e Walmart andrà circa il 20% della nuova società pre-quotazione in borsa. In ogni caso considerato che il 40% di ByteDance è nelle mani di investitori americani, la nuova società può essere descritta come a 'maggioranza americana'.

"Lavoreremo per una initial public offering della nuova società nell'arco di un anno per ampliare" la platea di investitori americani, precisa Walmart. Le trattative proseguono per la definizione dei dettagli e ByteDance si augura di riuscire a chiudere a una valutazione per la nuova società fra i 50 e i 65 miliardi di dollari.

Nonostante molti ritengano l'intesa un passo indietro rispetto al precedente ordine della Casa Bianca di una vendita delle attività di TikTok, per Trump si tratta di un risultato soddisfacente. L'accordo, spiega il presidente, prevede infatti il versamento da parte di ByteDance di 5 miliardi di dollari a un fondo per l'istruzione "in modo da poter insegnare ai nostri ragazzi la vera storia americana", spiega Trump cavalcando la sua ultima battaglia, quella per una scuola 'patriottica' che insegni "il miracolo dell'America" e non sia ostaggio dell'indottrinamento della sinistra.

Ma se la partita per Tikok si schiarisce, quella per WeChat si complica. Il giudice della California Laurel Beeler blocca infatti temporaneamente lo stop a WeChat perché in violazione della libertà di parola garantita dal Primo Emendamento. L'ingiunzione preliminare sospende di fatto l'ordine a Apple e Google di rimuovere WeChat dai loro app store.

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