Web tax: appello Ue agli Usa, torni al tavolo Ocse

'Oppure procederemo da soli'

"Ci rammarichiamo e chiediamo agli Usa di tornare al tavolo dell'Ocse, la priorità è garantire che tutti, anche i giganti digitali, paghino la loro giusta quota di tasse, ancora di più oggi. Continuiamo a sostenere un approccio ambizioso sulla web tax e siamo pronti a proporre una tassa Ue se le discussioni a livello Ocse si arrestano": lo ha detto un portavoce della Commissione Ue dopo lo stop alla web tax arrivato ieri sera dagli Stati Uniti.

Senza una soluzione condivisa sulla web tax, i Paesi potrebbero agire unilateralmente e questo "darebbe luogo a controversie fiscali e, inevitabilmente, a un aumento delle tensioni commerciali. Una guerra commerciale, soprattutto in questo momento, in cui l'economia mondiale sta attraversando una recessione storica, danneggerebbe ulteriormente l'economia, i posti di lavoro e la fiducia". E' l'allarme lanciato dal segretario dell'Ocse, Angel Gurria,

"La posizione dell'Italia sulla digital tax non cambia. Abbiamo sempre sostenuto l'importanza di una soluzione globale e, nonostante l'emergenza Covid19, con Francia, Spagna e UK siamo determinati a continuare a lavorare per una soluzione entro il 2020, come deciso dal G20". Lo scrive su Twitter il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri.

Esprimo profondo rammarico per la decisione degli Usa di frenare le discussioni internazionali sulla tassazione dell'economia digitale. Spero che questo sarà un contrattempo temporaneo e non uno stop definitivo". Ma se non si troverà un'intesa globale quest'anno "siamo stati chiari che andremo avanti con una nuova proposta a livello Ue". Così il commissario Ue all'economia, Paolo Gentiloni.
   

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