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Huawei, da Cina 2,2 mld a produttore chip

Bloomberg, punta a quintuplicare produzione dopo restrizioni Usa

Lo Stato cinese ha iniettato, attraverso fondi controllati, 2,25 miliardi di dollari in uno stabilimento cinese che produce processori. Si tratta dello stabilimento della Semiconductor Manufacturing International, che in conseguenza ha dichiarato un aumento di capitale sociale da 3,5 a 6,5 miliardi di dollari. Lo riferisce Bloomberg, secondo cui l'obiettivo della Cina è quintuplicare la produzione dell'impianto in modo da far fronte alle nuove restrizioni imposte dagli Stati Uniti per colpire Huawei.

Venerdì scorso il dipartimento del Commercio americano ha annunciato che imporrà la richiesta di una licenza alle aziende internazionali che vendono a Huawei prodotti realizzati con software, componenti o macchinari statunitensi. Lo scopo è rendere difficile l'approvvigionamento di chip necessario alla società cinese.

Tra le aziende interessate dalla nuova restrizione Usa c'è il colosso taiwanese dei chip Tsmc. Secondo quanto riferisce stamani il quotidiano asiatico Nikkei citando una fonte anonima, Tsmc avrebbe smesso di accettare ordinativi da Huawei dopo l'annuncio delle nuove regole Usa. Regole che comunque non avrebbero impatto sui chip già ordinati dall'azienda cinese.
   

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