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Facebook: stampa, più indulgente con bufale sostenitori Trump

Washington Post, meno sanzioni perché teme accusa di pregiudizio

Negli ultimi mesi della campagna elettorale americana, Facebook è stata più indulgente nel sanzionare le fake news pubblicate reiteratamente dai sostenitori di Donald Trump, applicando in modo più blando le proprie regole per il timore di essere accusata di pregiudizi contro i conservatori. Lo scrive il Washington Post citando documenti interni, le testimonianze di dipendenti ed ex dipendenti di Facebook, e un'analisi di post e inserzioni sul social.

Dai comitati di azione politica (Pac) a sostegno di Trump, al figlio maggiore del presidente Usa, la pubblicazione di fake news è stata poco sanzionata, si legge nell'articolo. "In alcuni casi, i loro account sono stati protetti da un'applicazione più severa delle regole, a causa della preoccupazione per la percezione di pregiudizi anti-conservatori", scrive il quotidiano citando dipendenti attuali ed ex di Facebook, secondo cui questo "trattamento preferenziale ha minato gli sforzi di Facebook per arginare la disinformazione".

Ad essere coinvolto sarebbe anche l'account Instagram di Donald Trump Jr. Facebook - è l'accusa di due ex dipendenti - avrebbe evitato di sanzionare un post su Instagram del figlio del presidente. Sanzione che lo avrebbe reso un recidivo soggetto a pesanti penalizzazioni dell'account.

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