Covid, avatar robotici aiutano uomo in ambienti resi ostili

Bicchi (I-Rim), virus spinge integrazione tra uomini e macchine

(ANSA) - ROMA, 05 MAR - Realizzare avatar robotici per aiutare l'uomo a operare in ambienti ostili o divenuti inaccessibili per il rischio di contagio, disegnare nuove molecole da utilizzare come farmaci, o controllare la diffusione di virus pandemici. Sono alcune delle potenzialità di robotica e intelligenza artificiale discusse al convegno 'Intelligenza artificiale, robotica e macchine intelligenti: ricadute etiche e sociali', organizzato dall'Accademia Nazionale dei Lincei.
    "L'emergenza sanitaria provocata dalla pandemia ha dato nuova urgenza all'obiettivo di costruire macchine che possano aiutare le persone a svolgere lavori fisico in sicurezza, anche in ambienti che, una volta familiari, sono diventati inaccessibili e ostili, a causa del rischio di contagio", ha spiegato all'ANSA, il presidente dell'Istituto di robotica e macchine intelligenti (I-Rim), Antonio Bicchi, di Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) e Università di Pisa. "Fortunatamente, i recenti progressi della ricerca nel campo della robotica hanno reso possibile non solo avere macchine che si avvicinano o battono l'intelligenza computazionale degli esseri umani, ma che sono anche capaci di movimenti sempre più naturali, e di sfruttare l'intelligenza 'fisica' incarnata nella loro struttura. Nuove capacità sensoriali e nuovi strumenti di visualizzazione - precisa lo studioso - rendono, ad esempio, possibile nuove forme di condivisione di informazioni sul mondo tra robot ed esseri umani". Per Bicchi, "la pandemia ha rappresentato una spinta verso una maggiore integrazione tra uomo e robot. L'unione tra le nuove tecnologie e una più profonda comprensione dei rapporti tra persone e macchine - precisa - sta consentendo una nuova relazione tra umani e robot, che sta evolvendo sempre più dalla classica forma dell'interazione verso una vera e propria integrazione. Ne sono un esempio - conclude Bicchi - gli esoscheletri che potenziano le capacità umane, fino ai veri e propri avatar robotici ad autonomia condivisa". (ANSA).
   

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