Hi-tech

Non solo Pc, antivirus serve anche su smartphone e tablet

Esperti Clusit mettono in guardia in mese europeo sicurezza informatica

Smartphone e tablet sono molto più potenti dei computer di pochi anni fa. Eppure, considerandoli semplici "elettrodomestici", trascuriamo tutte le accortezze che abbiamo imparato ad adottare sui Pc. Sono ancora troppo pochi gli smartphone ed i tablet dotati di un antivirus, quando oggi si scoprono giornalmente moltissimi virus per queste piattaforme.

"Dimentichiamo completamente, nell'uso quotidiano, la loro potenza, la loro complessità, il numero di rischi ai quali ci esponiamo con un uso poco consapevole di tali strumenti", afferma Alessio Pennasilico, membro del comitato direttivo di Clusit. La protezione e gli aggiornamenti per Pc e dispositivi mobili è proprio il tema della seconda settimana del Mese Europeo per la Sicurezza Informatica (ECSM - European Cyber Security Month), organizzato dall'agenzia europea ENISA, con la collaborazione in Italia di Clusit. Nell'ambito della campagna europea sono stati organizzati su questo tema 5 seminari presso le Università degli Studi di Genova, Padova, Torino, Verona e del Sannio.

Se abbiamo imparato a fare una copia dei dati del Pc su un hard disk esterno, perché il computer si potrebbe rompere e farci perdere tutti i dati, sono ancora troppo poche le persone che fanno periodicamente una copia di tutti i dati che hanno sul telefono, fanno notare gli esperti. La perdita o il furto di questi dispositivi ci espone al rischio di perdere l'intera rubrica, calendario, foto; anche avendo una copia di sicurezza di tutti i dati, possiamo perdere l'accesso esclusivo alle informazioni sopra menzionate. Inoltre, dimenticare il proprio smartphone al bar, potrebbe permettere a qualcuno di collegarsi a facebook, ebay, al conto corrente o alla posta aziendale a nome nostro, magari senza dover indovinare neppure un PIN.

"In quest'epoca trovo molto più pericoloso che qualcuno possa scrivere su Facebook a nome mio informazioni o affermazioni che non condivido, che usi la fiducia che i miei amici hanno in me per truffarli, rispetto al rubarmi del denaro" conclude Pennasilico. "Dobbiamo si essere attenti a come la tecnologia evolve, valutandone i rischi e le contromisure da adottare. Se non iniziamo a farlo, i criminali, che già lo fanno, ci ruberanno sempre più spesso denaro e reputazione".

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