Ue, poca trasparenza sui social in campagna elezioni 2019

Report Commissione, misure su annunci online non sufficienti

Le misure per la trasparenza delle pubblicità politiche online intraprese dai social media durante le elezioni europee del 2019 "non sono state sufficienti". E' quanto emerge dal rapporto della Commissione Ue sulle elezioni europee dello scorso anno, pubblicato in questi giorni.

Facebook, Google e Twitter, si legge, avevano intensificato gli sforzi per garantire una maggiore trasparenza degli annunci politici, individuando e chiudendo account falsi e riducendo i guadagni pubblicitari da fonti di disinformazione. Sebbene le piattaforme abbiano adottato misure per promuovere contenuti da fonti verificate, queste "non sono sufficienti" nel contesto elettorale, secondo la Commissione Ue.

"È necessario compiere progressi nella prospettiva di future elezioni" si legge. Inoltre, alcuni partiti politici lamentano che Facebook abbia reso difficile condurre vaste campagne online nell'Ue, perché la piattaforma avrebbe cambiato le regole sugli annunci un mese prima delle elezioni.

Sulle interferenze da parte di attori stranieri la Commissione non ha individuato grandi operazioni manipolatorie, nonostante negli ultimi mesi si siano intensificate le campagne di disinformazione da parte di Paesi come Russia e Cina. "Quasi la metà dei cittadini dell'Ue ha fatto affidamento sulle notizie online come fonte di informazione", ha commentato la commissaria Ue per la Trasparenza Vera Jourova. "La minaccia di interferenze per manipolare l'opinione degli elettori era reale".
   

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