Tennis: Italia sorride nonostante ko Sinner, in 10 in top 100

Nell'uovo di Pasqua 'racchetta azzurra' trova un altro record

Nell'uovo di Pasqua il tennis italiano trova un altro record, di quelli destinati a rimanere negli annali. Il successo nel challenger di Marbella riporta infatti Gianluca Mager tra i primi 100 della classifica mondiale, dove sono dunque dieci ora gli azzurri, per la prima volta nella storia.
    Un dato che certifica una volta di più la straordinaria salute del movimento tricolore, impreziosita anche da un top 10, due top 20 in classifica mondiale e dai continui progressi dei Next Gen Jannik Sinner e Lorenzo Musetti, con i suoi 19 anni appena compiuti il più giovane giocatore nella Top 100.
    Conferma sulla decima poltrona per Matteo Berrettini (al rientro nel circuito questa settimana, a Cagliari, in doppio con il fratello Jacopo) a novembre 2019 entrato prepotentemente in Top 10 a coronamento di una stagione in continua ascesa - quarto italiano nell'Era Open a riuscire in tale impresa e terzo per record in classifica dietro Panatta (numero 4) e Barazzutti (numero 7) e davanti a Fognini (numero 9), mentre perde una posizione Fabio Fognini, ora al 18° posto.
    La finale a Miami - la prima in un Masters 1000 - consente a Jannik Sinner, nonostante l'amarezza per il suo ko, di guadagnare altri otto posti e balzare al numero 23, ritoccando ancora il proprio best ranking (sono 116 i punti che lo separano dalla Top 20), mentre è stabile al 34° posto Lorenzo Sonego.
    Risale un gradino Stefano Travaglia (69°), perde due posizioni Salvatore Caruso (87°), mentre è in progresso di quattro Musetti, che si assesta al numero 90 ritoccando pure lui il proprio best ranking.
    Subito alle sue spalle si porta Gianluca Mager (91°) grazie al quarto titolo challenger in carriera, a precedere Marco Cecchinato (93°, -3) e Andreas Seppi, in risalita di un posto (96°), appunto il decimo italiano nei primi cento del ranking, ad eguagliare una potenza come gli Stati Uniti (solo Spagna e Francia ne hanno 11). 

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