Premier nel caos, cresce il rischio di stop

Salta anche Tottenham-Fulham, timori per la Coppa d'Inghilterra

Un altro incontro rinviato, il secondo in quattro giorni, la Premier League sempre più ostaggio della pandemia da coronavirus. Dopo la sfida tra Everton e Manchester city, anche il derby londinese Tottenham-Fulham è saltato a causa delle numerose positività registrate tra i giocatori del Fulham. Ma diversamente dall'ultimo rinvio, concordato tra le due società, questa volta la decisione - sollecitata dal Fulham - è stata ufficializzata solo a tre ore dal fischio d'inizio. Alimentando inevitabili polemiche sulla tempistica, così come sull'uniformità delle ultime decisioni prese dalla Premier. Alle prese con una vera e propria emergenza, alla luce dei 18 nuovi casi positivi registrati nell'ultima tornata di tamponi effettuati tra le 20 società della massima divisione inglese. Mai - dalla ripresa del campionato lo scorso giugno - così tanti i nuovi casi di positività tra giocatori, allenatori e dirigenti accompagnatori.

"La Premier League è stata informata mercoledì pomeriggio, dopo la richiesta del Fulham, in seguito alla positività di numerosi suoi tesserati - si legge nel comunicato del Tottenham -. Auguriamo a tutti una rapida guarigione". Dopo il rinvio del match contro i Citizens, l'Everton - che inizialmente aveva acconsentito - ha chiesto la completa documentazione fornita dal Manchester City a supporto della richiesta. Una mossa che rivela il nervosismo che serpeggia tra i diversi club, a fronte di rinvii non sempre in linea con il protocollo sanitario previsto dalla Uefa, a cui peraltro la Premier fa riferimento. Finora in Inghilterra, in tutte le categorie professionistiche, sono stati 50 gli incontri rinviati dall'inizio della stagione, ma molti altri rischiano la stessa fine in vista del terzo turno di Coppa d'Inghilterra che si giocherà tra l'8 e l'11 gennaio. I club della Premier affronteranno quelli delle divisioni inferiori che non hanno protocolli sanitari altrettanto severi, quando li hanno. Quattordici match, ognuno dei quali rischia di trasformarsi in un cluster infettivo. E - per la prima volta dall'inizio dei campionati - aumentano le voci di chi vorrebbe sospendere gli incontri professionistici almeno per il mese di gennaio, in attesa che cali il tasso dei contagi. Ma Per al momento il governo continua a ritenere che i protocolli di sicurezza siano una garanzia sufficiente per giocare ed esclude uno stop generale come quello deciso lo scorso aprile.

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