La Figc indaga sull'applicazione dei protocolli al Napoli

Spadafora: 'Protocollo ok, si osservi con rigore'.

Partirà domani, martedì 6 ottobre, il ritiro di isolamento del Napoli all'Hotel Golden Tulip di Castel Volturno che si trova nel complesso del centro tecnico del club azzurro. Il Napoli e i gestori dell'albergo hanno preparato oggi tutto quanto necessario per ospitare in sicurezza i calciatori e lo staff tecnico per i 14 giorni prescritti dall'Asl per l'isolamento dopo le positività di Zielinski ed Elmas al Covid-19. Il Napoli comunicherà quindi all'autorità sanitaria locale la scelta dell'albergo per l'isolamento prescritto ed i calciatori potranno allenarsi.

La Procura della Federcalcio ha aperto un'inchiesta sulla corretta applicazione da parte del Napoli dei protocolli sanitari validati dal Cts subito dopo la notizia della prima positività di un calciatore azzurro, e nelle ultime ore il capo dell'ufficio, Giuseppe Chinè, ha chiesto copia della corrispondenza tra la Asl, la Regione ed il club. Lo apprende l'ANSA da fonti calcistiche.

"Ad oggi il protocollo è ancora giusto da tenere e da portare avanti, e deve essere rispettato da tutti con il massimo rigore". Lo dice il ministro per lo sport Vincenzo Spadafora al termine del confronto con il presidente della Figc Gabriele Gravina.
"Campionato a rischio? No, non corriamo il rischio di bloccarlo". È quanto si sente di affermare il ministro dello sport Vincenzo Spadafora al termine dell'incontro in Figc. "Dovremo continuare ad avere prudenza - ha aggiunto - Tutti devono attenersi alle regole rigide del protocollo, se poi la situazione sanitaria dovesse cambiare come governo siamo pronti a cambiare".

"Crediamo molto in questo protocollo che abbiamo voluto è difeso. Se tutti abbiamo a cuore la tutela della salute e il protocollo viene rispettato da tutti nella sua integrità, credo che possiamo stare tranquilli che il campionato si può disputare e svolgere in sicurezza. Certo se cominciano ad esserci delle falle e qualcuno sbaglia allora quel qualcuno deve pagare". Lo dice il presidente della Figc Gabriele Gravina al termine dell'incontro durato circa un'ora con il ministro per lo sport Vincenzo Spadafora.

Il giudice sportivo di Serie A ha disposto un supplemento di indagini sulla partita non disputata fra la Juventus e il Napoli, bloccato in quarantena dalla Asl dopo i due calciatori risultati positivi al cornavirus. La decisione su questo caso, praticamente inedito nel calcio professionistico italiano, non sarà quindi contenuta nel prossimo comunicato del giudice Gerardo Mastrandrea, atteso fra domani e martedì con gli altri provvedimenti sull'ultimo turno di campionato. Non è escluso serva più di una settimana, e il Napoli comunque sarebbe pronto al ricorso contro un eventuale 3-0 a tavolino. Mastrandrea per il momento ha ricevuto solo il referto dell'arbitro Daniele Doveri, che ieri ha dichiarato chiusa la partita dopo aver atteso 45' dall'inizio previsto. Il giudice sportivo analizzerà tutto quanto può essere utile a capire quanto successo nei giorni precedenti al big match che non si è disputato, quindi con ogni probabilità anche lo scambio di comunicazioni fra il Napoli e la Asl, nonché le certificazioni relative ai calciatori e i risultati dei tamponi.

"Per quanto riguarda Juventus-Napoli ieri è stata semplicemente applicata una legge. La Asl aveva titolo perché lo stabilisce il protocollo. Mi ritrovo nelle parole del ministro Speranza: parliamo meno di stadi e di più sicurezza nella scuola e nei luoghi di lavoro". Lo ha detto il sottosegretario alla Salute Sandra Zampa, in un'intervista a InBlu Radio, il network delle radio cattoliche della Cei. "Lo spettacolo - ha aggiunto Zampa - è stato veramente penoso. Non credo che sia utile anche a loro perché è vero che il mondo del calcio ha la tifoseria che è disposta a qualunque cosa, però penso che il Paese sia più ampio e comunque penso che ci debba essere un modo più corretto". L'aumento dei contagi, ha poi sottolineato il sottosegretario, non inciderà sulla scuola: "Le scuole resteranno aperte, nessuna di noi ha la minima intenzione di chiuderle, né ho mai sentito discutere un'ipotesi diversa. Tutto deve essere fatto nella massima sicurezza. La gran parte dei contagi avviene fuori dalla scuola per questo l'ipotesi della mascherina all'aperto diventa importante"


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