Calcio

Roma, Petrachi: 'Non venderemo i nostri big'

'Cercheremo di tenere Zaniolo. Smalling e Mkhitaryan prestiti vincenti'

"La volontà è quella di mantenere i nostri big". In una lunga intervista rilasciata a Sky Sport, il ds della Roma Gianluca Petrachi parla del prossimo calciomercato. Sul futuro di Pellegrini e Zaniolo il dirigente giallorosso non si sbilancia: "Pellegrini ha una clausola rescissoria, ma è un ragazzo molto legato alla Roma. Ho pochi dubbi su di lui, sul fatto che possa pensare di lasciare la Roma in questo momento. Ha visto la credibilità del club e quanto sia cambiato nell'ultimo anno, e penso che voglia credere nel progetto che è stato portato avanti quest'estate. Zaniolo rappresenta un po' il giocatore che emoziona i tifosi, noi faremo di tutto per trattenerlo. Credo che la linea sia quella, poi il calciomercato mette davanti a tante difficoltà e situazioni contingenti, ma la volontà è quella di mantenere i nostri big".

Parlando di Smalling e Mkhitaryan, Petrachi li definisce "due prestiti vincenti. Purtroppo, Henrikh l'abbiamo perso per un po' di tempo per dei problemi fisici, ma si trova bene da noi, così come Smalling: la moglie è molto contenta di stare a Roma. Il club farà di tutto per tenere entrambi i ragazzi, soprattutto per la loro volontà di rimanere". 

Il dirigente commenta le voci sul suo possibile addio: "Dispiace sempre quando strumentalmente escono fuori delle notizie. Io, purtroppo, sono una persona scomoda in questo ambiente perché non regalo niente a nessuno dal punto di vista mediatico. Sono un tipo riservato, che cerca di fare bene il suo lavoro con la massima trasparenza. In un ambiente come Roma non è semplice. Il fatto che mi abbiano bacchettato e continuino a farlo, mi ha permesso di essere ancora più intransigente con me stesso. Vado serenamente avanti per la mia strada. Poi, che il mio tempo qui sia finito, dovranno essere Pallotta e Fienga a dirmelo. Al momento ho la fiducia della società. A Roma ne hanno spappolate tante di persone. Se in 20 anni qui non si è vinto nulla, è anche a causa di questi problemi, che non sono legati alla tifoseria, che è passionale e sentimentale. A me le sfide piacciono".

Petrachi, infine, parla del rapporto con l'allenatore giallorosso Paulo Fonseca e con la squadra: "Qualcuno dice che è brutto perché nell'intervallo di Sassuolo-Roma, dove si perdeva 3-0 al primo tempo, in un momento così difficile, mi sono sentito di dire due paroline alla squadra. L'ho sempre fatto e lo farò sempre. Era il momento in cui bisognava guardarsi in faccia; poi, avendo fatto il calciatore, certe dinamiche le capisco. Dovevano tirare fuori gli attributi cercando di salvare la faccia, perché si stava perdendo anche quella. Non ho parlato di tecnica o di tattica. L'allenatore, poi, ha preso la parola e ha fatto ciò che doveva. Fonseca è preparato e capace, una persona di spessore, intelligente oltre la normalità, ma è entrato da poco nel campionato italiano e devo aiutarlo a capire le caratteristiche della Serie A. Se questo avviene anche con dei confronti forti, ben venga".

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