• Lega A, la Procura di Milano chiede di aprire l'urna dell'elezione di Miccichè nel 2018

Lega A, la Procura di Milano chiede di aprire l'urna dell'elezione di Miccichè nel 2018

Oggi Consiglio e assemblea dei club per decidere le date esatte di campionato e Coppa Italia

Si è conclusa la giornata di riunioni per la Lega Serie A e si attendono comunicazioni sulle date e il calendario per la ripresa del
campionato, all'indomani del via libera del Governo. Oggi, infatti, si sono tenuti il Consiglio e l'assemblea dei 20 club. Nel corso di quest'ultima, l'ad della Lega Luigi De Siervo, e non il presidente Paolo Dal Pino come pareva in un primo momento, ha riferito ai dirigenti delle società la richiesta della Procura di Milano di aprire l'urna con le schede relative all'elezione dell'ex presidente Gaetano Miccichè, avvenuta nel marzo 2018.

L'atto della Procura rientra nell'indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli, sull'assemblea in cui fu eletto il banchiere, indicato dall'allora commissario della Lega Giovanni Malagò, presidente del Coni. La richiesta è stata notificata al notaio Giuseppe Calafiori, presso i cui uffici è depositata l'urna elettorale. Come era già emerso, non furono scrutinate le schede messe nell'urna dai club con voto segreto obbligatorio, accompagnato dalle dichiarazioni pubbliche tutte a favore di Miccichè, che aveva bisogno dell'unanimità per superare il conflitto di interessi, in quanto allora presidente di Banca Imi e membro del cda di Rcs. Miccichè si è dimesso dalla presidenza della Lega venti mesi più tardi, a ridosso della chiusura dell'indagine della Procura della Federcalcio, archiviata con riserva.

Accertate le irregolarità denunciate dal presidente del Genoa Enrico Preziosi, il procuratore aggiunto della Figc Giuseppe Chinè non ha riscontrato prova di un dolo che avrebbe fatto scattare i deferimenti, ma ha precisato che il procedimento può essere riaperto a fronte di eventuali nuove risultanze dell'indagine della Procura della Repubblica di Milano.

Tornando al calcio da giocare, ieri è stata definita la ripartenza con le semifinali e la finale di Coppa Italia, fra il 13 e il 17 giugno, una soluzione contestata esplicitamente dal Milan e che lascerebbe perplesse anche Juventus e Inter. Per la ripresa del campionato nel fine settimana del 20-21 giugno, ci sono due ipotesi sul tavolo: ricominciare con i quattro recuperi della 25/a giornata, per riarmonizzare subito la classifica, oppure con i dieci match della 27/a. Da analizzare, poi, il piano B, ossia un format con brevi fasi di playoff e playout nel caso non ci fossero le condizioni per disputare tutte le partite, come previsto dall'ultimo Consiglio della Federcalcio.

All'ordine del giorno, infine, c'erano i rapporti con i licenziatari dei diritti tv che non hanno pagato l'ultima rata della stagione: nei confronti di Sky, la Lega ha deciso per il procedimento di ingiunzione, mentre si stanno valutando le proposte avanzate da Dazn e Img.

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