Calcio

Mihajlovic un calcio alla paura, si allena anche lui

L'allenatore del Bologna in campo per una corsa

Sinisa scende in campo: dopo la lotta alla leucemia dà un calcio anche alla paura del coronavirus e abbraccia la voglia di ricominciare. A giocare e a vivere. Il tecnico del Bologna è tornato ad allenarsi, da solo, in campo. Lanciare messaggi a parole e a gesti è una sua peculiarità. Peculiarità che, suo malgrado, si è accentuata dopo la malattia. Ovvero dall'estate, quando si è manifestata la leucemia che l'ha costretto a passare mesi in ospedale, tra chemioterapia e un trapianto di midollo datato 29 ottobre scorso, con il quale ha fatto segnare un importante passo verso la guarigione. Non lo ha fermato la malattia, che ha affrontato a testa alta e mettendoci la faccia, come ha sempre vissuto, gridando al mondo la sua voglia di farcela e di vivere. È diventato così un simbolo: per i suoi giocatori in primis, che lo avevano riaccolto emozionati all'esordio in campionato a Verona. L'emozione c'è stata pure questa mattina a Casteldebole, quando Sinisa, tra le 9 e le 10, ha varcato i cancelli del centro sportivo del Bologna per allenarsi in solitudine e respirare nuovamente aria dopo due mesi di quarantena vissuti a Roma, in famiglia, per l'emergenza coronavirus. In città è rientrato martedì mattina: per essere idealmente al fianco dei suoi giocatori, che hanno ripreso a correr

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