Tokyo:Cio ragiona su limiti età per sport squadra e ginnasti

Per calcio under 23 al lavoro con Fifa, maratona resta a Sapporo

(ANSA) - ROMA, 02 APR - Il Comitato olimpico internazionale, assieme alle federazioni internazionali che rappresentano gli sport olimpici e d'accordo con la Commissione internazionale atleti, sta valutando la possibilità di estendere di un anno i limiti di età per gli sport di squadra in modo da consentire anche agli atleti che il prossimo anno saranno considerati 'over' di poter partecipare ai Giochi olimpici di Tokyo 2020, posticipati all'estate 2021 a causa dell'emergenza Coronavirus.
    Uno di questi casi è il calcio, che prevede la partecipazioni di Nazionali under 23 e per la cui decisione il Cio sta dialogando con la Fifa. In tali valutazioni rientrano anche le considerazioni per i regolamenti che prevedono un'età minima di accesso ai Giochi, come per esempio la Ginnastica artistica, che da Sydney 2000 richiede l'età di 16 anni per le donne (al momento sarebbero ammesse solo le nate il 31 dicembre 2004 o prima) e 18 per gli uomini (2002). Il Cio ha inoltre confermato che tutti i pass e le carte olimpiche già conseguite prima del rinvio dei Giochi, conserveranno lo slot per le Olimpiadi del prossimo anno.
    Tutti temi trattati anche dai responsabili del Cio in una teleconferenza andata in scena nel pomeriggio con i media internazionali. Un excursus a 360 gradi sulle Olimpiadi di Tokyo, il cui programma delle competizioni - assicurano da Losanna - rimane attivo, mentre potrebbe essere necessario qualche adattamento per il villaggio olimpico e la maratona di Sapporo, la cui location tuttavia non sembra essere in discussione.
    Christophe Dubi, direttore esecutivo del Cio per le Olimpiadi, ha affermato che i costi dovrebbero essere ridotti in alcune aree per contribuire ad alleviare le conseguenze finanziarie del rinvio dell'evento di un anno. Dubi ha anche spiegato che per quanto riguarda il villaggio olimpico degli atleti e le altre 41 location necessarie per i Giochi, è stata approntata una speciale task force denominata 'Here We Go', creata appositamente per affrontare le sfide derivanti dal rinvio. (ANSA).
   

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