Giro: Bernal vince 9/a tappa ed è maglia rosa

Brutta caduta per Mohoric, in ospedale ma è cosciente

Il colombiano Egan Bernal ha vinto per distacco la nona tappa del Giro d'Italia, Castel di Sangro-Campo Felice, di 158 km. Al secondo posto, a 7", Giulio Ciccone, terzo il russo Aleksandr Vlasov e quarto, a 10", il belga Remco Evenepoel. Bernal ha conquistato anche la maglia rosa di leader della classifica generale.

"Provo tanta emozione, è grandissima, ho già pianto due volte per le sensazioni che mi provoca questa vittoria, arrivata dopo che ho fatto tanti sacrifici per arrivare fin qui e dopo il Tour dello scorso anno (in cui si era ritirato ndr)". Egan Bernal, il colombiano che quando vede le salite si trasforma, ha gli occhi lucidi mentre racconta quanto ha fatto oggi sullo sterrato conclusivo, di 1600 metri, della nona tappa del Giro d'Italia, svoltasi tutta in territorio abruzzese, da Castel di Sangro, paese salito anni fa alla ribalta delle cronache calcistiche per la promozione in Serie B della sua squadra celebrata perfino con un romanzo, a Campo Felice. Da questa regione proviene il 'camoscio' Giulio Ciccone, e anche lui oggi non poteva nascondersi. Così ci ha dato dentro di brutto, e alla fine solo Bernal ha fatto meglio di lui, con quell'allungo micidiale che gli ha dato la vittoria di giornata e la maglia rosa. Però Bernal fa sfoggio di modestia e non celebra se stesso, ma la sua squadra, la Ineos Grenadiers. "Era un paio di giorni che 'cercavo' la maglia rosa - dice - e oggi non ero sicuro. Ma i ragazzi della squadra mi hanno detto che ce l'avrei fatta, in corsa hanno tirato per me e questa vittoria è più loro che mia". Così, dopo quattro Gran premi della montagna, 3.400 metri di dislivello e un finale inedito, il colombiano ha trionfato spingendo sui pedali fino all'ultimo metro. Anche perché dietro c'era un Ciccone scatenato, e anche Vlasov e soprattutto Evenepoel non mollavano, arrivando staccati di una manciata di secondi. Come dire che il Giro ha trovato il suo protagonista, ovvero il vincitore del Tour 2019, ma sono ancora tanti, in primis Evenepoel, coloro che possono sognare di vestirsi di rosa, magari fino alla fine. Intanto Ciccone mastica un po' amaro, per un secondo posto di giornata che non lo soddisfa fino in fondo: davanti alla sua gente voleva vincere. "Per me oggi sulle strade di casa - dice ai microfoni Rai - era veramente importante fare bene, sentivo molto questa tappa, la gente mi ha dato una spinta in più, ci ho provato e ci sono andato vicino. Ma con un Bernal che andava così forte era difficile, quindi va bene così. In questa settimana ho sprecato abbastanza energie - spiega -, perché mi piace andare all'attacco, e sono arrivato al Giro con altri obiettivi e non per fare la classifica. Ho lavorato per trovare la condizione e ho capito che vado abbastanza forte". Ora dovrà confermarsi, e conoscendone il carattere certo non si tirerà indietro.

Bruttissima caduta per Matej Mohoric nella nona tappa del Giro d'Italia 2021, Castel di Sangro-Campo Felice. Il ciclista sloveno della Bahrain Victorious, campione del mondo under 23 nel 2013 a Firenze, aveva allungato sul gruppo compatto e aveva tentato la fuga con altri corridori. Ma, in un tratto in discesa, ha perso improvvisamente il controllo della sua bicicletta ed è stato sbalzato in avanti, cadendo e battendo la testa sull'asfalto. Lo sloveno è stato soccorso e portato via su una barella e poi in ambulanza, e si può dire che il casco gli abbia salvato la vita. E' stato portato in un ospedale della zona, e il suo ds Franco Pellizotti ha riferito ai microfoni Rai che "Matej è cosciente, ci ha dato il numero della sua compagna e ci ha chiesto di avvisarla. Questo ci ha un po' tranquillizzato".
   

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