Salta il Sei Nazioni Irlanda-Italia

Emergenza coronavirus, Petrucci tuona: punite chi ci discrimina

"Il Sei Nazioni ha preso atto dell'indicazione formale fornita oggi alla Irish Rugby Football Union dall'unità di crisi per la salute pubblica della Repubblica irlandese di non procedere con la disputa degli incontri (anche donne e Under 20 n.d.r.) del Torneo tra Irlanda e Italia in programma nel fine settimana del 6/8 febbraio.
    Sei Nazioni è pienamente favorevole nei confronti di ogni misura preventiva presa nell'interesse della salute pubblica in relazione al Coronavirus e rispetterà le istruzioni fornite dalle autorità governative e dalle organizzazioni sanitarie, continuando al contempo a confrontarsi con il proprio gruppo di consulenti medici". Con questo comunicato, il comitato del Sei Nazioni conferma che la partita Irlanda-Italia di sabato 7 marzo a Dublino non si giocherà. Quanto al fatto di dove e quando il match verrà recuperato "consultazioni con tutte le Federazioni avranno luogo per valutare le opzioni di riprogrammazione degli incontri, anche in considerazione della fluidità della situazione corrente".
    Quanto al timore che anche Italia-Inghilterra del 14 marzo, partita d'addio di Sergio Parisse all'azzurro, possa essere cancellata, "tuttii gli altri incontri rimangono regolarmente calendarizzati. Sei Nazioni continuerà a monitorare da vicino la situazione insieme alle Federazioni, le rispettive autorità governative e le organizzazioni per la sanità".

Ancora un no a disputare un match di basket contro squadre italiane per l'emergenza coronavirus, e il presidente della federpallacanestro, Gianni Petrucci, chiede alla Fiba di "punire chi discrimina l'Italia". Dopo il rifiuto di Sopron al match con Schio, oggi e' la squadra lettone di Riga a non voler giocare contro la Reyer Venezia, in coppa Campioni femminile. "Ho scritto alla federazione internazionale - dice Petrucci all'ANSA - chiedendo di prendere provvedimenti contro chi discrimina l'Italia. Ho scritto anche al ministro Spadafora e al presidente del Coni, Malagò. Capisco che non è facile, ma questa situazione lede l'immagine dello sport italiano e del Paese intero".
   

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