Kolarov, Zaniolo? Se vola troppo gli tarpo ali

Serbo: Schick bravo ma considerato scarso, qui non c'è equilibrio

Pronostica un grande futuro a Nicolò Zaniolo e difende Patrik Schick dalle critiche dell'ambiente.  Aleksandar Kolarov è ormai uno dei senatori dello spogliatoio della Roma e, vista l'esperienza sul campo e fuori, dispensa consigli e analizza con lucidità le difficoltà di un ambiente come quello della Capitale. "Zaniolo è un ragazzo dal futuro top - spiega nel corso di un'intervista rilasciata al sito ufficiale del club giallorosso -. Mi piace come si comporta, è serio e lavora. Lui sì che ha la testa giusta. Ma se dovessi vederlo volare troppo, sarei il primo a tarpargli le ali. Per il suo bene".  E questo perché per Kolarov bisogna sempre essere onesti con tutti, anche con i propri cari.

"Se mio figlio domani vuole fare il calciatore ma non è capace, sarò io il primo a dirgli che è scarso, serve la verità - sottolinea il terzino -. Ce ne sono tanti di ragazzi bravi, ma a quindici o sedici anni non sono diventati già giocatori forti, c'è tanta pasta ancora da mangiare per crescere. Serve onestà con i giovani e loro devono essere bravi a lavorare tanto". Per Kolarov, poi servirebbe anche un pizzico di pazienza in più da parte della piazza romana nel giudicare e valutare i nuovi acquisti. "L'equilibrio serve sempre, ma in questa città non c'è e lo sappiamo - ricorda -.  Patrik Schick, ad esempio, sai quanti anni ha? Ventitré! E è arrivato qui che ne aveva 21. È giovane, tanto giovane. È un ragazzo. Ora sta bene fisicamente e speriamo che faccia tanti gol. Il tempo serve a quell'età. Non è come uno come me, ho 32 anni, ho esperienza e il giudizio può essere diverso. Come Schick ce ne sono tanti in squadra, che prima erano considerati scarsi, ma che ora si stanno esprimendo al meglio e sono veramente bravi".

 Descrivendo se stesso, poi, Kolarov evidenzia il fatto che è una di quelle persone che crede "sempre nel lavoro e nell'onestà". "Devi presentarti bene al campo di allenamento, con la motivazione giusta e con la disciplina. Io sono serio - riconosce -. Sono il primo a scherzare, se serve, ma ci sono i momenti in cui non si può. Non mi piace scherzare in campo. Ovviamente ci sono allenamenti in cui ci si diverte di più, ma quando si lavora si lavora, non mi piace quando uno sottovaluta gli allenamenti: lì mi incazzo proprio".
   

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