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Parma aspetta sentenza, fra ottimismo e paura

Ad Carra predica fiducia, dal processo niente che non sapevamo

 "Siamo ottimisti. Durante il processo non è emerso nulla che non sapevamo di già e quindi il nostro atteggiamento non cambia". Mentre sta partendo per il ritiro della squadra a Prato allo Stelvio, l'amministratore delegato del Parma Calcio 1913 Luca Carra conferma in questo modo la tranquillità che regna in casa crociata sulla vicenda sms. Ieri l'udienza a Roma nella sede della Figc con le pesanti richieste della Procura Federale, oggi nient'altro che una attesa, con un pizzico di tensione ma convinti delle proprie ragioni.
    "Vado in ritiro proprio per raccontare in modo diretto a staff tecnico e giocatori quanto successo in aula - prosegue Carra - Lo faccio perché voglio tranquillizzare tutti e per confermare le nostre ragioni su questa vicenda". I tempi per avere la sentenza di primo grado però non aiutano la piazza crociata. I tifosi sono arrabbiati perché hanno paura che tutto questo, anche se avesse un esito positivo, inciderebbe comunque sulla prossima stagione, mercato compreso. "Noi lavoriamo per la A", replica il dirigente crociato. La conferma è anche il suo compagno di viaggio verso il ritiro: il centrocampista del Genoa Luca Rigoni da oggi aggregato ai nuovi compagni di avventura.
    Ma in città la tensione si sente. "Io l'abbonamento aspetto a farlo, non si sa mai", spiega un tifoso. Un altro attacca: "la vicenda è talmente assurda che ormai mi aspetto il peggio.
    Secondo me la battaglia processuale sarà lunga". Sui social i tifosi non parlano di altro. "Con questi messaggi non è stato commesso nessun tentato illecito. Nessuna persona, sana di mente, può disconoscerlo" posta il presidente della prima promozione in serie A Fulvio Ceresini ricevendo subito una montagna di 'like' e commenti favorevoli. "Ma ora non ci resta che attendere, e farci il sangue meno cattivo possibile", scrive un altro supporter crociato che lancia l'ennesima indiscrezione: "ci danno qualche punto di penalizzazione, ma la A non la toccheranno". (ANSA).
   

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