Calciopoli: giustizia ordinaria e sportiva,i verdetti

In Figc prevalgono le condanne, in Cassazione le prescrizioni

ROMA - La sentenza della Cassazione relativa al processo "Calciopoli" chiude una lunghissima vicenda cominciata nel 2006 quando vennero pubblicate alcune intercettazioni telefoniche dalle quale emergeva un sistema per pilotare le designazioni arbitrali in campionato. Personaggi di primo piano del mondo calcistico sono stati giudicati sia dalla giustizia ordinaria - che ha ritenuto provata l'esistenza di un'associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva, reato peraltro prescritto - sia da quella sportiva. Queste le decisioni definitive relative ad alcuni dei principali protagonisti di "Calciopoli": LUCIANO MOGGI, ex direttore generale della Juventus: Cassazione: prescrizione per associazione per delinquere e frode sportiva Giustizia sportiva: squalifica per 5 anni e poi radiazione ANTONIO GIRAUDO, ex amministratore delegato della Juventus: Cassazione: prescrizione per associazione per delinquere e frode sportiva Giustizia sportiva: squalifica per 5 anni e poi radiazione PIERLUIGI PAIRETTO, ex designatore arbitrale: Cassazione: prescrizione per associazione per delinquere e frode sportiva Giustizia sportiva: squalifica per due anni e sei mesi MASSIMO DE SANTIS, ex arbitro internazionale: Cassazione: confermata la sentenza di condanna a dieci mesi di reclusione (pena sospesa) Giustizia sportiva: squalifica per 4 anni PAOLO BERTINI, ex arbitro: Cassazione: assoluzione perché il fatto non sussiste Giustizia sportiva: assoluzione. (ANSA).
   

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