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  • Inter Cagliari 1-4 choc Mazzarri: "E' colpa mia". Torna Zemanlandia

Inter Cagliari 1-4 choc Mazzarri: "E' colpa mia". Torna Zemanlandia

La rivincita del boemo, "oggi non mi posso lamentare.."

Mea culpa Mazzarri. Al termine della netta sconfitta per 4-1 col Cagliari il tecnico nerazzurro ammette le colpe sue e quelle della squadra. "Ho sbagliato alcune valutazioni di turnover. La squadra si era espressa benissimo con l'Atalanta e non ho guardato al dispendio di energie. Per alcuni giocatori era la 4/a partita consecutiva e si è vista la differenza col Cagliari. Ci sono stati giocatori appannati, non c'era lucidità, non eravamo i soliti. Palacio e Osvaldo devono ancora trovare la condizione. Non volevo cambiare l'assetto tattico e forse per questo loro hanno trovato il primo gol in maniera rocambolesca" il commento del tecnico. La debacle nerazzurra è stata totale. Si è passati dalla prestazione convincente contro l'Atalanta mercoledì alla pessima partita di questo pomeriggio col Cagliari. E l'espulsione di Nagatomo ha complicato inevitabilmente la partita: "Quando si rimane in dieci, una squadra esperta temporeggia. Invece noi abbiamo preso 4 gol. È stata una lezione - continua il tecnico -. Ora dobbiamo lavorare di più e parlare meno. Dobbiamo partire subito con forza e tra tre giorni voltare pagina". Già perché l'Inter giovedì scenderà di nuovo in campo a San Siro col Qarabag per la seconda partita della fase a gironi di Europa League. Troppi gli errori commessi, che non dovranno ricapitare se i nerazzurri aspirano a fare una grande stagione. Vidic, ad esempio, ha dimostrato ancora una volta di non aver preso le misure al calcio italiano: "L'ho fatto giocare troppo - la spiegazione di Mazzarri -. È un leader, non me la sono sentita di farlo riposare. Ma forse ha perso un po' di lucidità e non è riuscito a fare gli interventi come è capace di farli. È uno di quelli di cui ho sbagliato la valutazione".

Mazzarri choc

L'allenatore nerazzurro questa volta non ha voluto commentare le decisioni del direttore di gara: "Quando si perde 4-1 inutile commentare. Nei momenti topici certe scelte si possono evitare, ma poi si dice che mi lamento troppo. Magari una delle ammonizioni a Nagatomo la si poteva risparmiare, forse la prima era un po' severa. Ma al di là di queste decisioni, c'è da analizzare il rendimento generale e lavorare per cambiare. Ci dispiace soprattutto per i tifosi". Impalcabili i quasi 37mila di San Siro hanno fischiato il tecnico e la squadra a fine gara. Non pochi quelli che si sono scagliati contro Mazzarri chiedendo un cambio in panchina. Una cocente delusione che ha avuto eco sui social network anche dopo i 90'. Perché sono parecchi i tifosi che avanzano dubbi nella gestione della squadra. Una protesta ciclica che torna ogni volta che l'Inter subisce una sconfitta. Anche Thohir a fine partita era deluso per il pensante ko. Seduto in tribuna ha assistito al 4-1 con una smorfia di disapprovazione in volto, ma quando si è presentato negli spogliatoi ai giocatori ha chiesto di voltare subito pagina. L'insoddisfazione della dirigenza, comunque, trapela anche dalle parole del ds Ausilio: "Una squadra che deve diventare grande non può prendere questi gol. Oltre al discorso fisico è mancato qualcosa a livello mentale. L'abbiamo persa e per di più male. Il presidente è dispiaciuto come tutti, è arrivato negli spogliatoi e ha dato segnali positivi cercando subito la reazione già giovedì".

Gol e spettacolo a S.Siro, ben tornato Zeman  
Ecco lo stile Zeman. Il Cagliari è sceso in campo a San Siro senza paura e ha travolto l'Inter con un netto 4-1. Prima vittoria stagionale per i sardi e lezione di calcio del boemo che ha costruito uno squadra completa e capace di arginare l'attacco nerazzurro. "Oggi non mi posso lamentare - esordisce il tecnico - Ero sempre convinto che questa squadra potesse giocare a calcio, all'inizio non ci siamo riusciti e ci davano per retrocessi dopo tre partite. Io spero che riusciremo sempre a migliorare. Quella di oggi è stata una gara perfetta" il commento di Zeman sorridente dopo la fine della partita. Non è da tutti imporsi al Meazza con così ampio margine. Ma a sentire il tecnico, il Cagliari aveva solo bisogno di assimilare le novità. Per questo nelle prime quattro partite ha faticato più del dovuto: "Eravamo troppo preoccupati a difendere piuttosto che attaccare. Contro le difese chiuse non siamo riusciti ad incidere, oggi con l'Inter, invece, è andata bene. Loro hanno ambizioni da scudetto, ma il risultato e il gioco della squadra mi soddisfa molto".

Zeman

Sau ha aperto le danze, poi la tripletta di Ekdal ha archiviato la partita già nel primo tempo, dilagante è stato Ibarbo, sbocciato sotto la gestione di Zeman: "Voglio che stia davanti - l'analisi tecnica del boemo - Ai Mondiali faceva il mezzo regista, io voglio che stia in attacco perché ha i numeri. L'obiettivo è conferire gioco alla squadra, poi non basta un mese per convincere i giocatori, ma siamo sulla strada giusta". La dirigenza del Cagliari ha saputo aspettarlo e la scelta è stata subito ripagata: "Spero che mi vedano lavorare. Abbiamo perso per sbaglio, contro il Torino non meritavamo la sconfitta. Bisogna pensare ad altro, non solo al risultato" ha commentato Zeman. La sua mano si vede già, l'Inter ieri è stata azzerata sia fisicamente che tatticamente. Tanta qualità in attacco, come in difesa. Balzano e Capitelli hanno neutralizzato sia Palacio che Osvaldo. Alla faccia di chi afferma che le squadre di Zeman segnano tanto, ma subiscono anche di più. E pensare che l'allenatore dei sardi, in passato, è stato spesso vicino alla panchina nerazzurra. Questa eventualità il tecnico preferisce non commentarla, ora meno che mai visto che nella sua mente c'è solo il Cagliari. E probabilmente sulla panchina dei sardi si toglierà più di una soddisfazione. Perché l'allenatore dà il meglio di sé nelle realtà di provincia, e fatica troppo sui grandi palcoscenici. È ancora fresco il ricordo di quanto fatto a Foggia e Pescara, come anche i deludenti otto mesi alla guida della Roma. Nel bene e nel male, però, Zeman resta un protagonista, un uomo controcorrente che insegue e pratica un calcio divertente e ispirato.

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