Elezioni amministrative: Bologna, sfida Merola-Borgonzoni

Decisiva l'affluenza alle urne

Di Leonardo Nesti

Sarà la sfida fra il sindaco uscente Virginio Merola (Pd) e la candidata del centrodestra Lucia Borgonzoni (Lega) a decidere, domani, chi sarà il sindaco di Bologna per i prossimi cinque anni. Merola parte in vantaggio, dopo aver preso il 39,4% al primo turno, il risultato peggiore della sua storia per il Pd a Bologna che, a differenza di quanto avvenne cinque anni fa, non gli è stato sufficiente per vincere al primo turno. Lucia Borgonzoni, consigliera comunale uscente della Lega Nord, è sostenuta da Forza Italia e Fratelli d'Italia e al primo turno ha preso il 22,3%: per centrare quello che sarebbe un risultato storico dovrà, quindi, recuperare circa 17 punti in percentuale.

Decisiva sarà l'affluenza alle urne, che già al primo turno è stata piuttosto bassa, di poco inferiore al 60%, in una città che ha sempre fatto della partecipazione una bandiera. E decisivo sarà anche il comportamento di chi, al primo turno, ha votato le altre liste. Manes Bernardini, leader di 'Insieme Bologna', ex leghista sostenuto da una lista civica appoggiata da Udc e Ncd ha preso un 10,4%. Ha tentato un apparentamento con la Borgonzoni, ma ha preso una porta in faccia: è comunque probabile che una parte consistente dei suoi voti si dirigano verso la candidata leghista, che ha puntato tutto sull'esigenza di cambiamento. Il candidato della

Coalizione civica Federico Martelloni ha invece preso un 7% e alcuni esponenti del rassemblement di sinistra hanno, individualmente, dichiarato di votare per Merola. A questi elettori il sindaco uscente si è ripetutamente rivolto in queste due settimane, appellandosi a loro, e ai comuni valori antifascisti e antirazzisti, per non consegnare la città alla Lega. Più difficile, invece, prevedere cosa faranno gli elettori del Movimento 5 Stelle. Il candidato sindaco Massimo Bugani (che due settimane fa ha preso il 16,6%) non ha, come tradizione per il M5S, fatto dichiarazioni di voto, lasciando completa libertà di scelta agli elettori. Nella campagna elettorale per il ballottaggio Lucia Borgonzoni è stata sostenuta da Matteo Salvini e da altri big del centrodestra come Renato Brunetta e Daniela Santanché. Merola, invece, ha chiesto ai big del suo partito, a cominciare da Renzi, di stare alla larga per non caricare le elezioni bolognesi di un significato nazionale. E il giorno del silenzio elettorale è stato contrassegnato da un'ultima polemica: la Borgonzoni ha annunciato l'intenzione di querelare il cantante Andrea Mingardi perché "dal palco di chiusura della campagna di Merola - ha detto la candidata leghista - ieri sera Andrea Mingardi ha affermato che, a capodanno, qualora vincessi, a Bologna non si brucerà il Vecchione ma l'immigrato".

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