Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.

Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy.

Puoi leggere tutti i titoli di ANSA.it
e 10 contenuti ogni 30 giorni
a €16,99/anno

  • Servizio equivalente a quello accessibile prestando il consenso ai cookie di profilazione pubblicitaria e tracciamento
  • Durata annuale (senza rinnovo automatico)
  • Un pop-up ti avvertirà che hai raggiunto i contenuti consentiti in 30 giorni (potrai continuare a vedere tutti i titoli del sito, ma per aprire altri contenuti dovrai attendere il successivo periodo di 30 giorni)
  • Pubblicità presente ma non profilata o gestibile mediante il pannello delle preferenze
  • Iscrizione alle Newsletter tematiche curate dalle redazioni ANSA.


Per accedere senza limiti a tutti i contenuti di ANSA.it

Scegli il piano di abbonamento più adatto alle tue esigenze.

  1. ANSA.it
  2. Speciali
  3. 23 GENNAIO - Verso il Quirinale/ Vigilia Colle, Renzi vuole presidente quarto voto

23 GENNAIO - Verso il Quirinale/ Vigilia Colle, Renzi vuole presidente quarto voto

E lavora a Pd forte e unito per evitare appannamenti d'immagine

Di Milena Di Mauro

23 GENNAIO

"Primum vivere, deinde Philosophari". Tenere unito il Pd dopo le divisioni di queste ore, spingere ancora sul tasto dell'orgoglio e della responsabilità che i Dem hanno come partito di maggioranza relativa, arrivare ad eleggere il Presidente della Repubblica al quarto scrutinio e uscire senza bruciarsi da questa settimana micidiale. Matteo Renzi torna al Nazareno dopo Davos e i complimenti della Merkel a Firenze. E si mette con la testa sulla partita del Quirinale, decisiva per lui se non vuole dare un duro colpo alla sua leadership. Ora che ha dimostrato di aver fatto sul serio sulle riforme ("Finalmente! lo elogia la Cancelliera tedesca), ora che ha avuto conferma del suo standing internazionale nella parata a Parigi per Charlie e anche a Davos, il premier-segretario non può certo permettersi di finire sotto le macerie di un fallimento sul Quirinale, con la riedizione di un'imboscata dei franchi tiratori del Pd sul nome da lui scelto.

Le conseguenze politiche sarebbero pesantissime. Per questo per prima cosa inizia a riallacciare i contatti con Pierluigi Bersani, riconosciuto leader di una robusta parte delle minoranze Dem, e prova a coinvolgerlo. Poi si prepara ad ascoltare tutti, in vista dell'Assemblea dei grandi elettori, dalla quale all'ultimo minuto prima del voto uscirà il nome. Non ci sarà un candidato di bandiera per le prime tre votazioni, ma alla quarta Renzi vuole tirare fuori dal cilindro un candidato al quale "nessuno dirà no".

Tali e tanti sono i veti incrociati nel Pd che il rischio è di esporre il prescelto al fuoco amico, per questo il premier terrà coperte le carte fino all'ultimo. Il week end che si apre è decisivo per l'accordo. Il premier oggi in segreteria ha dettato un timing ben preciso: lunedì' vedrà deputati e senatori Pd, martedì e mercoledì guiderà la delegazione Dem negli incontri con le altre forze politiche, giovedì infine riunirà i 460 grandi elettori Dem, alla vigilia delle votazioni del pomeriggio alle 15. Dal centrodestra arrivano segnali d'impazienza ma anche parole distensive.

Per Angelino Alfano "sarebbe arroganza dire no ad un candidato Pd" anche se nei desiderata di Fi ed Area Popolare ci sono Amato e Casini. Silvio Berlusconi continua a ripetere intanto a tutti gli interlocutori che a lui interessa in primo luogo un Presidente garante, che non ostacoli la sua riabilitazione politica. A conti fatti la partita più difficile è perciò quella interna al Pd. Ma si è sgonfiata prima di nascere l'offensiva di Vendola e Civati per un candidato 'Anti-Nazareno', essendosi già chiamati fuori gli M5s che con i loro 137 grandi elettori avrebbero dato sostanza al progetto. Resta anzi nel premier la predisposizione cocciuta a portare i girini dalla sua parte. E anche il vicesegretario Guerini spiega che gli M5s "saranno i benvenuti". "Questo è un passaggio in cui il Pd può dimostrarsi unito", dice ancora Guerini. E il premier ci conta, per girare pagina prima possibile.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Modifica consenso Cookie