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Blockchain: Ey, 48% livello medio conoscenza tra top manager

Necessari più investimenti in competenze e formazione

ROMA ANSAcom

 Basso livello di conoscenza, poca cultura aziendale, dubbi che riguardano privacy e regolamentazione, rigidità di adattamento. E' il quadro sulla blockchain che emerge dall'EY-Qiibee Blockchain Survey, un sondaggio condotto su più di 100 C-level di aziende e pubbliche amministrazioni, per valutare la percezione dei manager in merito alle principali tecnologie e, in particolare, alla blockchain. In una scala da 0 a 100 i top manager valutano la propria conoscenza della blockchain su 48. Secondo lo studio, presentato nel corso dell'EY Blockchain Summit, le tecnologie più note sono l'intelligenza artificiale, il 5G e l'IoT, che però rimangono ancora su un valore intermedio (rispettivamente 53, 52 e 51 su 100). Decisamente più sconosciute, invece, la realtà virtuale e aumentata (34 su 100) e il quantum computing (29 su 100). Da qui la necessità di investire per diffondere una maggiore conoscenza di queste soluzioni e fare skillup dei propri dipendenti. Tuttavia la blockchain è tra le tre tecnologie ritenute con più alto impatto sul business da chi la conosce: il 57% vorrebbe implementarla in azienda, mentre l'89% di chi pianifica l'implementazione di nuove soluzioni tecnologiche investe anche in strumenti formativi, a sostegno delle competenze necessarie. Dubbi e ostacoli all'adozione di questa tecnologia sono la privacy e la sicurezza, ma anche la rigidità di adattamento, l'interoperabilità, la mancanza di cultura e conoscenza di questa soluzione e la regolamentazione ancora poco chiara e precisa.

Lo studio condotto da Ey sottolinea come siano moltissime le applicazioni che può avere la blockchain, per quanto se ne conoscano ancora solo alcune. Le più note, tra i top manager, sono principalmente la tracciabilità (per il 24% dei rispondenti) e la token economy (18%). L'utilizzo di smart contract per l'automazione dei processi, l'implementazione di processi blockchain-based per la loyalty, la creazione di Non-Fungible Tokens (Nft) e l'adozione di paradigmi di identità digitali basati sulla Self Sovereign Identity rimangono note a percentuali più basse, rispettivamente il 15%, il 14%, il 13% e l'11%. Soltanto il 4% conosce e/o ha realizzato casi d'uso in ambito DeFi, la finanza decentralizzata abilitata dalla blockchain, che ancora oggi è molto poco diffusa in Italia. Questo, spiega il rapporto, "sia perché è percepita come legata ad operazioni speculative e poco trasparenti sia perché poco approfondita, ma soprattutto perché non regolamentata: secondo il 58% dei rispondenti dell'EY-Qiibee Survey la regolamentazione del mercato attuale non è sufficiente".

 

In collaborazione con:
EY

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