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L'ambasciata del Kazakhstan apre il centro culturale 'Abaj'

Tradotta in italiano l'opera del grande poeta e filosofo kazako

ROMA ANSAcom

In occasione del 175esimo anniversario del suo poeta, filosofo e illuminista Abaj Kunanbaev, nato nel 1845, l'ambasciata del Kazakhstan ha inaugurato martedì 15 dicembre nella propria sede romana il centro culturale a lui dedicato, celebrando la memoria del pensatore anche con la sua opera omnia nella prima edizione italiana a cura di Mondadori. Una cerimonia alla vigilia del 29esimo anniversario dell'indipendenza del Paese che ha visto numerosi partecipanti, molti dei quali collegati virtualmente a causa della pandemia.
    "Sono molti i rappresentanti politici e gli artisti che prendono parte a questo evento con cui celebriamo l'inaugurazione del centro culturale dedicato ad Abaj e la traduzione italiana della sua opera, che finalmente potrà essere conosciuta" anche in questo Paese, ha sottolineato Asset Baisynov, capo dell'Ufficio economico presso l'ambasciata kazaka, che ha insistito sul legame creato da arte e cultura, grazie alle quali si superano le differenze e ci si concentra sul dato che rimane, quello che ci vede tutti "esseri appartenenti al genere umano". Commosso, a questo proposito, l'intervento del console onorario della Repubblica del Kazakhstan a San Marino, Giovanni Pomponi, che ha letto con trasporto una poesia di Abaj contenuta nel libro italiano, fortemente voluto dal presidente kazako Kassym-Jomart Tokayev.
    "Si tratta di un momento molto importante per la nostra e vostra cultura, raccomanderò a tutti la lettura di quest'opera di Abaj e vi ringrazio tanto", ha dichiarato Pomponi.
    Alle sue parole hanno fatto eco Sergio Moscati e Nicolò Andrea Gatto, consoli onorari del Kazakhstan rispettivamente a Napoli e Milano. Entrambi hanno infatti dato il loro contributo perché l'opera di Abaj fosse conoscibile anche nel nostro Paese, e Moscati non ha nascosto la difficoltà del percorso intrapreso, culminato nel successo della pubblicazione con un gigante dell'editoria nazionale. Gatto ha evidenziato "il necessario equilibrio tra mente e cuore" riproposto dal pensiero di Abaj, concetto ripreso anche da alcuni studiosi intervenuti. Edoardo Canetta, docente universitario, ne ha spiegato la poetica che vede la relazione tra volontà, mente e cuore, la "continua indagine sul mondo che ci circonda e la ricerca della verità" di Abaj, mentre la sua collega Elisabetta Ragagnin ha evidenziato come il padre della letteratura kazaka abbia unito le tradizioni dell'Oriente e quelle dell'Occidente "in una forma perfetta".
    Il libro, dal titolo 'Abaj', è un volume di circa 500 pagine e raccoglie le poesie, i poemi e gli altri scritti di una figura centrale del pensiero e della letteratura del Kazakhstan, ma non solo. Abaj è stato infatti anche traduttore di autori come Lermontov, Goethe, Byron e Puskin, che hanno influenzato la sua produzione facendone una vera e propria figura di raccordo tra vari mondi.
   

In collaborazione con:
Ambasciata del Kazakhstan

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