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Forum Unesco, cultura sia motore sviluppo

Firmata Dichiarazione Firenze, investire in creatività per occupazione

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FIRENZE – Una dichiarazione universale in otto punti, per promuovere globalmente la cultura motore di un nuovo sviluppo sostenibile. E' stata proclamata oggi, al termine della giornata conclusiva del forum per la cultura dell'Unesco, a Firenze in Palazzo Vecchio.

Al forum, aperto dal ministro Dario Franceschini e coordinato dalla direttrice generale dell'Unesco Irina Bokova, hanno preso parte centinaia di relatori, tra ministri, amministratori, docenti universitari e specialisti attivi sia nel settore pubblico che privato.

La Dichiarazione di Firenze prevede che "i sistemi di governance della cultura e della creatività rispondano alle esigenze e ai bisogni delle popolazioni", "l' impegno ad investire in un'ampia offerta culturale e creativa a favore di tutti, investimenti sullo sviluppo della creatività per "stimolare l'innovazione per la crescita economica, la piena occupazione produttiva e la creazione di impieghi dignitosi per tutti".

E ancora, prevede la Carta, "garantire la sostenibilità del consumo e della produzione tenendo conto della cultura quando si affronta la questione dell'utilizzo di beni e risorse scarse". Per raggiungere tali obiettivi, la Dichiarazione prevede il "rafforzamento gli ambienti giuridici e politici per promuovere la cultura, sostegno alla nascita di industrie culturali e creative dinamiche e riconoscimento delle città come laboratori di creatività e innovazione, di tutela del patrimonio e della sostenibilità ambientale". Per gli esperti che hanno messo a punto la dichiarazione è essenziale la "creazione di nuovi modelli di partnership e strategie di investimento innovative per sostenere la ricerca, l'innovazione, la produzione locale di beni e servizi culturali, lo sviluppo dei mercati nazionali e regionali e l'accesso alle piattaforme a livello mondiale per la distribuzione e lo scambio".

Tra i contenuti della Carta anche "la realizzazione di programmi di sensibilizzazione, di progetti e attività concepite dai Governi e/o dalla società civile per promuovere la dimensione economica, sociale e ambientale della cultura per lo sviluppo, anche attraverso l'attuazione delle convenzioni culturali dell'Unesco. Per verificare l'andamento dell'applicazione della Dichiarazione prevista "la creazione e produzione dinamica di indicatori di impatto per monitorare e valutare il contributo della cultura allo sviluppo sostenibile, anche attraverso la raccolta, l'analisi e la diffusione di informazioni e statistiche, nonché buone prassi in politica". La Dichiarazione di Firenze "è il documento più importante e ricco in termini di argomenti prodotto in ambito Unesco". Lo ha detto la direttrice generale dell'organizzazione internazionale, Irina Bokova.

"E’ la riprova che non solo la cultura si mangia, ma ci insegna anche come si cucina, cosa si mangia e come condividerlo", ha il sottosegretario agli Affari Esteri Mario Giro.
Le giornate fiorentine, alle quali hanno partecipato 300 tra ministri, manager ed esperti, nascono da un percorso profondo: il primo Forum Mondiale dell’UNESCO sulla Cultura e le Industrie Culturali (2009), ha posto le basi per uno scambio di vedute a lungo atteso tra settore pubblico e privato circa il ruolo della cultura nell’ambito dello sviluppo. Per la prima volta, il Forum ha aperto nuove prospettive in materia di impatto sociale ed economico della cultura e del suo contributo alla creazione di società inclusive, evidenziando altresì come la caratteristica determinante del settore sia “l’innovazione”. Questa crescente consapevolezza ha spronato sia i governi nazionali che le agenzie delle Nazioni Unite ad incrementare i propri sforzi per misurare il contributo della cultura ad una crescita economica e sociale sostenibile, con un’attenzione particolare alle opportunità di lavoro per le giovani generazioni. La seconda edizione del Forum (2011) si è concentrata sulle sfide epocali che i settori dell’editoria e del libro cartaceo si trovano a dover affrontare in questi ultimi anni.

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